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Generazione Karate Kid, 7 (+1) arti marziali con cui siamo cresciuti

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Colpi segreti e gridi di battaglia dei nostri eroi: da Bruce Lee a Ugo il re del Judo. Tra cinema, tv e videogame ci hanno fatto sognare combattendo a mani nude

Da “Ken il guerriero” al mitico Bruce Lee, passando per Jean Claude Van Damme e “Karate Kid”. Cinema e fumetti hanno trasformato la pratica delle arti marziali in un mondo fantastico in cui l’eroe sconfigge i cattivi e conquista la bella di turno con la sola forza della volontà e a mani nude. Presi dal sacro fuoco della lotta, abbiamo scelto sette delle arti marziali che sono entrate nell’immaginario collettivo grazie ai colpi segreti di personaggi indimenticabili di cinema, cartoni animati e videgiochi.

 

SIMPATICI ED ALLEGRI COME UGO, IL RE DEL JUDO

Il Judo è una delle arti marziali più praticate nel mondo occidentale, tanto che dal 1964 è disciplina olimpica. Noi però lo conosciamo soprattutto per il simpatico “Ugo, il re del Judo” e il coraggioso ”Judo Boy” perennemente alla ricerca del malvagio “uomo con un occhio solo” che gli ha ucciso il padre.

 

KARATE KID E IL MITICO “COLPO DELLA GRU”

Checché ne dica il Maestro Miagi, il Karate moderno è nato realmente in Giappone, alla fine del XIX secolo, anche se trae spunto dalle tecniche originali del kempo cinese. La saga di Karate Kid fa in effetti un po’ di confusione tra le due discipline, ma chi di noi non ha mai provato a mettersi su una gamba sola per eseguire il mitico “Colpo della Gru”?

 

STEVEN SEAGAL, IL SUPERDURO DELL’AIKIDO

Forse non tutti sanno che il superduro del cinema Steven Seagal, con all’attivo oltre quaranta pellicole dedicate al combattimento a mani nude, è realmente un grande maestro di Aikido (addirittura 7° Dan). Perciò se lo incontrate per strada, evitate di prenderlo in giro per l’altra sua grande capacità: recitare con un’unica espressione.

 

 

 

IL TAEKWONDO E IL MITICO CALCIO GIRATO DI CHUCK NORRIS

Altro mostro sacro del cinema di arti marziali è l’inossidabile Chuk Norris, alias “Walker Texas Ranger”, celebre anche per essersele date col mitico Bruce Lee sul set di “L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente”. L’attore americano è campione mondiale di Taekwondo, ma è soprattutto l’inventore del mitico calcio-girato-con-salto-al-rallenty-ripetuto-in-mille-inquadrature-diverse che non manca mai nei suoi film.

 

MUAY THAI, UN’ARTE MARZIALE NON SOLO PER CATTIVI

La lotta a ginocchiate tailandese è sicuramente una delle arti marziali visivamente più brutali in circolazione. Non a caso al cinema e nei videogiochi è stata spesso praticata dai cattivi. Basti pensare a Sagat in Street Fighter II e al terribile Tong-Po che terrorizza persino il re delle spaccate Jean Claude Van Damme in “Kickboxer il nuovo guerriero” del 1989. Recentemente, grazie all’attore thailandese Tony Jaa, il Muay Thai è assurta a protagonista in alcune pellicole spettacolari al limite dell’assurdo.

 

DANZA, COMBATTIMENTI E VIDEGAMES CON LA CAPOEIRA

La Capoeira, l’arte marziale brasiliana sviluppato come una danza, è senz’altro molto spettacolare e divertente. Nei film di genere viene spesso praticata da personaggi di contorno. In compenso è molto presente nei videgiochi di tipo “picchiaduro”, come la serie Tekken, in cui la Capoeira è utilizzata dal mitico Eddy Gordo, personaggio veloce, potente e facile da usare.

 

 

ANDREA PAZIENZA E IL KENDO

Il Kendo, la scherma giapponese con la spada di bambù e la tenuta ispirata alle antiche armature dei samurai ha sicuramente il suo fascino. Tanto da aver conquistato anche Andrea Pazienza, autentica rockstar del fumetto italiano (scomparso nel 1988 a soli 32 anni) che lo fa praticare a Zanardi, suo indimenticabile antieroe.

 

JET KUNE DOO, L’ARTE MARZIALE INVENTATA DA UNA LEGGENDA

Non potevamo non aggiungere alla nostra lista l’arte marziale inventata dal più grande di tutti, il mitico Bruce Lee. L’attore cinese-americano ha rivoluzionato sia il mondo delle arti marziali che il cinema di genere, ispirando anche il popolare manga giapponese “Hokuto no Ken” (dai noi “Ken il guerriero”). L’interprete dell’indimenticabile “Chen” non faceva certo esplodere i nemici con un dito ma ci esaltava ogni volta che si trappava la maglietta urlando in falsetto.