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Efficienza e PA: meno consumi per gli edifici con le nuove tecnologie

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Secondo i dati dell’Enea, ci sarebbero vantaggi sia per l’ambiente che per le bollette degli stabili con interventi di efficientamento. Intanto, dall’1 ottobre entrano in vigore tre nuovi provvedimenti sulle performance energetiche in edilizia

Efficienza fa rima con risparmio. Il tema della riduzione dei consumi attraverso le ultimissime tecnologie in campo energetico è di particolare attualità non solo per le imprese ma anche per la Pubblica amministrazione. Secondo l’Enea, infatti, con gli interventi di efficientamento ci sarebbero notevoli vantaggi per l’ambiente oltre all’abbattimento del costo delle bollette. È questo l’obiettivo che sta alla base della rivoluzione verde che sta coinvolgendo gli edifici pubblici con l’operazione “Nearly Zero Energy Buildings”.

 

CON L’EFFICIENZA CONSUMI GIÙ DEL 40%. OGGI LA SPESA SI AGGIRA INTORNO AI 644 MILIONI

Ogni anno le oltre 13mila strutture della PA sparse sul territorio nazionale consumano circa 4,3 TWh di energia, per una spesa complessiva di 644 milioni di euro. Secondo l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, si potrebbe risparmiare fino al 40% su queste cifre, più di 73 milioni di euro, attraverso interventi sull’involucro e sugli impianti grazie a finanziamenti pari a 158 milioni di euro all’anno.

Non solo. Il passaggio ai cosiddetti edifici a “energia quasi zero” potrebbe portare alla creazione di più di tremila nuovi posti di lavoro e a una riduzione dei livelli di anidride carbonica pari a 130mila tonnellate. È vero che l’obbligo per tutte le strutture della PA di rispettare i nuovi standard energetici scatterà a partire dal primo gennaio 2019, ma è da qualche anno che è cominciato l’avvio della riqualificazione energetica della Pubblica Amministrazione centrale, tra cui uffici, caserme, carceri e presidi PS.

Oltre la metà del totale dei consumi in questo settore deriva direttamente dal gas naturale e poco più di un terzo dall’energia elettrica. Quelli per il riscaldamento, e quindi metano, gasolio, carbone e Gpl, ammontano a 730 milioni di kWh.  Secondo una stima dei risultati potenzialmente raggiungibili già a partire dal 2016, si potrebbero risparmiare annualmente circa 50 GWh/a, se supportati da finanziamenti per 300 milioni di euro.

 

NUOVO SISTEMA DI CALCOLO DELLE PRESTAZIONI ESTANDARD MINIMO DA RISPETTARE

Intanto, stanno per essere pubblicati sulla Gazzetta ufficiale tre provvedimenti attuativi, che entreranno in vigore a partire dal prossimo 1 ottobre, che adeguano l’Italia alle norme comunitarie su un più elevato standard di performance energetica in edilizia, chiudendo così la procedura di infrazione che Bruxelles aveva aperto qualche anno fa proprio contro il Belpaese. Si tratta di testi tecnici, destinati principalmente ai professionisti della progettazione e alle imprese. Viene introdotto, in particolare, un nuovo sistema di calcolo delle prestazioni energetiche delle strutture e fissato uno standard minimo da rispettare e applicare nel tempo in modo da raggiungere progressivamente l’obiettivo di straformarle in edifici a energia quasi zero.