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Coworking, il lavoro condiviso rende più felici e motivati

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Secondo un recente studio americano, l’esercito dei coworkers cresce sempre di più. In Italia sono presenti 200 realtà, in aumento gli investimenti per lo sviluppo

Lavorare ai tempi del coworking è bello e stimolante. È quanto emerge da uno studio presentato alla conferenza internazionale Global Coworking Unconference Conference (GCUC), dedicata alla condivisione di studi sull'organizzazione del lavoro.

 

GLI EFFETTI POSITIVI

La ricerca ha puntato sugli effetti derivanti dal lavoro sui coworkers statunitensi, cercando di analizzare gli aspetti emotivi e sociali dell'ambiente professionale. E i risultati sono davvero incredibili. Basti guardare alle percentuali: l'84% degli intervistati si sente motivato nell'andare a lavoro, l'82% ha allargato il proprio network lavorativo, il 67% ha ottenuto performance migliori, il 68% ha migliorato le proprie competenze mentre il 64% ha trovato nuove opportunità di lavoro.

L'89% dice di sentirsi più felice e l'83% si sente meno solo. Sfatato quindi il mito dello stress sul posto di lavoro, con conseguenze positive a cascata anche per le aziende.

 

IL COWORKING

Il coworking è una pratica sempre più diffusa. Nato a metà anni '90 negli Stati Uniti, si è sviluppato in tutto il mondo. Consiste nel condividere lo stesso luogo di lavoro all'interno di una struttura organizzata che viene messa a disposizione di liberi professionisti e ultimamente anche startupper.

Quindi, i lavoratori non sono necessariamente della stessa azienda ma semplicemente impiegati che necessitano di uno spazio e di un ufficio, con il vantaggio di dividere le spese di affitto dell'edificio.

Ecco allora spiegati i dati sopra esposti: lavorare con figure professionali diverse è indubbiamente più stimolante, genera nuove competenze e conoscenze sociali con la possibilità di trovare un nuovo inserimento.

Le strutture sono organizzate in modo tale da garantire la massima efficienza, dotate di postazioni wi-fi, all'interno di loft industriali con tanto di sala riunioni e di tutti gli strumenti necessari all'attività lavorativa.

 

CONDIVISIONE E SOCIALITÀ

L'idea di lavorare all'interno di una struttura condivisa ma diversificata per mansione e competenze è sempre più stimolante, aumenta il cosiddetto “bisogno di socialità” e si riflette positivamente sul lavoro rispetto alle classiche strutture professionali “piramidali”.

La mission del coworking è la promozione del concetto di scambio grazie alla condivisione e all'autonomia imprenditoriale. Si tratta di un vero e proprio strumento in grado di semplificare il lavoro, snellendo costi e burocrazia, generando la possibilità di attrarre investimenti per favorire l'innovazione e la ricerca.

 

LO SVILUPPO IN ITALIA

In Italia il coworking è nato nel 2008 a Milano, quando due imprenditori hanno messo a disposizione uno spazio da valorizzare dando vita al progetto Cowo. I prezzi dell'affitto sono accessibili e competitivi, il sistema si è sviluppato anche in altre grandi città come Roma e Torino con oltre 200 realtà ben consolidate in tutto il Paese, 40 delle quali solo nel capoluogo lombardo.

Gli spazi si distinguono in due tipologie: verticali e orizzontali. La prima è caratterizzata da aziende o professionisti che operano nello stesso campo, la seconda invece non ha barriere e può ospitare figure professionali diverse tra di loro.

 

I FINANZIAMENTI

Le attività di coworking vengono sostenute da istituzioni nazionali, locali, associazioni di categoria, consorzi e università che mettono in campo numerose iniziative per dare un maggiore impulso a questo modello favorendo il rafforzamento dell'occupazione e del territorio. Gli investimenti avvengono grazie ai bandi che mirano all'inserimento nel mercato del lavoro dei giovani oppure tramite partenrship con il privato sociale per la promozione di progetti per lo sviluppo locale e l'innovazione.  

 

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