Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Comuni Ricicloni, le piccole città sono le più virtuose

  1. Home
  2. Life
  3. Comuni Ricicloni, le piccole città sono le più virtuose

Vincitore assoluto, per il quarto anno consecutivo, Ponte nelle Alpi (Belluno). Nei grandi centri, invece, si differenzia ancora poco

Sono 1293 i comuni italiani che hanno superato il 65% di raccolta differenziata. Oltre 8 milioni di cittadini hanno raggiunto l’eccellenza nel riciclo. Anche se la maggior parte (85%) delle città premiate si trova al nord, realtà virtuose sono in aumento anche nel Sud della penisola, dove si ricicla di più rispetto al Centro (105 comuni contro 83). Il punto sulla situazione è stato fatto nel corso della ventesima edizione di Comuni Ricicloni, la kermesse che ogni anno premia le amministrazioni che hanno saputo gestire in maniera virtuosa il ciclo dei rifiuti.

 

Vincitore assoluto, per il quarto anno consecutivo, Ponte nelle Alpi. La città bellunese ha raggiunto un tasso di riciclo del 87,6%. Proprio Belluno è stato il miglior capoluogo del Nord, mentre al Sud ha vinto Salerno.

 

Tra le città sopra i 10 mila abitanti si sono distinte, per il Nord  Zero Branco (Treviso), al Centro Serravalle Pistoiese (Pistoia) e al Sud il Comune di Monte di Procida (Napoli). Per quelli con meno di 10 mila abitanti, invece, vincono Sant’Orsola Terme (Treviso) per il Nord, Montelupone (Macerata) per il centro e per il Sud Casal Velino (Salerno).

 

Fra le novità emerse nell’edizione 2013, la più importante è quella che riguarda i comuni “rifiuti free”. Secondo il rapporto stilato da Legambiente sono 330 le realtà locali che hanno ridotto del 90% la quantità di rifiuti da smaltire producendo, in un anno, meno di 75 chilogrammi di frazione secca indifferenziata per abitante.

 

“La gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti migliora la qualità ambientale, apre nuove strade e filiere industriali e potrebbe anche migliorare i bilanci delle famiglie italiane – ha detto il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. Non si può più dire che i buoni risultati ambientali raggiunti siano l’effetto della crisi economica che riduce i consumi”.

 

Oltre a premiare le realtà virtuose, l’evento è stato anche l’occasione per individuare quali sono gli ambiti dove si deve intervenire. “C’è ancora molto da fare – ha sottolineato Cogliati Dezza –, soprattutto nelle grandi città e in tutte le altre zone del Paese dove il peso delle discariche e il peso della raccolta indifferenziata tengono l’Italia fuori dall’Europa”.

 

Solo sei città capoluogo di provincia, infatti, sono “riciclone”. Appena il 5% del totale. Nessuna oltre i 200 mila abitanti. “Serve una fiscalità diversa che premi chi produce meno rifiuti – ha detto il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando – Bisogna superare il sistema della Tares (la tassa rifiuti e servizi) che tiene conto solo dei metri quadrati di un abitazione e del numero delle persone che la abitano. Con un sistema incentivate efficace si potranno fare passi avanti nella differenziata anche in quelle città e in quelle aree che oggi sono indietro”.

 

Dello stesso parere il presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Ermete Realacci. “Bisogna premiare le eccellenze e avviare un ciclo virtuoso di gestione di rifiuti dove non esiste – ha detto Realacci –. Bisogna rendersi conto che ci troviamo di fronte a un pezzo di Terza Rivoluzione industriale. Il riciclo nel nostro Paese è diventato una vera e propria filiera che produce anche ricchezza e aiuta a sviluppare tecnologia che aumentano la competitività delle aziende del settore”.