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Acquisti online, come cambia l'Iva su beni e servizi

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Con il nuovo anno cambiano le aliquote per chi compra in rete: non si applica più quella del paese fornitore, ma quella dello Stato di residenza

Il 2015 sta portando diverse novità nel settore del commercio, dal passaggio al nuovo regime dei Minimi alla rivoluzione dell'Iva nei pagamenti online. Dal 1 gennaio, infatti, la nuova normativa europea stabilisce che gli acquisti fatti in rete di servizi e beni non fisici (ad esempio app, programmi e software) seguiranno l'aliquota Iva del paese di residenza dell'utente e non più di quello fornitore.

 

LE NOVITA' PER UTENTI E AZIENDE

Per gli italiani, tradotto in soldi, significa un aumento delle spese, visto che la maggior parte degli stati Ue hanno un'aliquota Iva inferiore alla nostra, con una media che va dal 15% al 20% fino a paesi come il Lussemburgo con il 7%. Addio, dunque, a quei piccoli sconti che rendevano l'acquisto online più conveniente se effettuato all'estero, ma non per i beni fisici.

La novità non riguarda solo gli utenti privati, ma anche i produttori di programmi e servizi digitali con sede in Italia, ma solo per transazioni di tipo B2C (Business To Consumer), cioè dall'azienda al consumatore finale. Rimane invariato quindi il settore di transazioni B2B (Business To Business) che regola gli scambi commerciali tra aziende o liberi professionisti.

I cittadini che non risiedono nell'Unione europea sono esentati dal pagamento dell'imposta perché non è ancora stata inserita nella Gazzetta Ufficiale una norma che regoli questo tipo di casi.

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MAGGIORI VENDITE PER I SERVIZI ONLINE

Si tratta di una norma che va a riformare un settore in crescita, con un incremento annuale del 20% soprattutto in settori come il turismo, il tempo libero e l'elettronica di consumo. Ma soprattutto, una fetta di mercato variegata che segue dinamiche differenti a seconda degli stati: se in Inghilterra, ad esempio, l'e-commerce rappresenta il 15% delle vendite al dettaglio, in Italia risente molto dell'influenza di fattori come socialnetwork o dei periodi particolarmente vantaggiosi (saldi, feste natalizie). Va sottolineata, inoltre, la differenza che riguarda le tipologie di acquisto, con una media europea orientata verso i beni fisici, al contrario dell'Italia più propensa alla fornitura di servizi online, con un rapporto di vendita tra i due tipi che tocca quota 70-30.

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