Il 13 ottobre l’Onu richiama l’attenzione sulla protezione delle famiglie e dei luoghi in cui vivono. Le rilevazioni climatiche più recenti mostrano l’importanza di interventi locali, accompagnati da iniziative italiane per conoscere i rischi e i comportamenti da adottare nelle emergenze
Sapere se la propria abitazione si trova in una zona alluvionabile, conoscere le indicazioni del Comune, organizzarsi per aiutare un familiare che ha difficoltà a muoversi. La prevenzione entra nella vita quotidiana attraverso scelte concrete, da compiere prima che arrivi un’emergenza. La Giornata internazionale per la riduzione del rischio di disastri 2026, che si celebra il 13 ottobre, mette al centro la sicurezza delle abitazioni e la preparazione delle famiglie, con il tema «La resilienza comincia a casa».
L’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di disastri, UNDRR, richiama l’attenzione su come gli edifici vengono progettati, costruiti e mantenuti. La loro capacità di proteggere chi vi abita dipende anche dalla posizione e dalla resistenza ai pericoli presenti sul territorio.
INDICE DEI CONTENUTI
Abitazioni sicure e informazioni accessibili
La campagna Onu sollecita una pianificazione urbanistica che tenga conto dei rischi e investimenti che permettano anche alle famiglie con minori risorse di vivere in alloggi sicuri. La disponibilità di mezzi economici e assistenza incide sulla possibilità di adeguare la propria casa e proteggersi.
L’edizione 2026 insiste inoltre sull’efficacia degli avvisi. Un’allerta deve raggiungere le famiglie, essere compresa e tradursi in comportamenti adeguati. Questo richiede messaggi comprensibili e indicazioni che tengano conto delle esigenze di anziani e persone con disabilità.
Cosa raccontano i dati climatici più recenti
Nella European Summer Review 2026, pubblicata il 2 ottobre, il servizio europeo Copernicus analizza l’estate appena trascorsa attraverso temperature, siccità e portate dei fiumi. Il 2026 ha visto quattro delle dieci ondate di calore più severe nell’Europa occidentale dal 1950, secondo una valutazione che combina anomalia termica, durata ed estensione dell’area interessata.
Per l’Italia, il rapporto Il clima in Italia nel 2025, pubblicato a luglio 2026 dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, documenta una temperatura media dell’aria superiore di 1,03 °C rispetto al periodo 1991-2020. L’estate del 2025 è stata la quarta più calda dal 1961. Le precipitazioni, vicine alla media sul piano nazionale, hanno avuto una distribuzione diversa: al Nord sono aumentate del 7%, al Sud sono diminuite del 5% rispetto allo stesso riferimento climatologico.
Un bilancio nazionale delle piogge può dunque nascondere condizioni molto diverse per disponibilità d’acqua e gestione del territorio. Gli interventi di adattamento devono partire dalle caratteristiche dei luoghi e dall’esposizione delle persone. Conoscere queste differenze aiuta le amministrazioni a individuare le priorità e i cittadini a comprendere i fenomeni che interessano la propria zona.
Il valore economico e ambientale della prevenzione
Le conseguenze dei disastri si estendono oltre gli edifici danneggiati, coinvolgendo attività economiche, servizi e risorse naturali. Il Global Assessment Report 2025: Resilience Pays di UNDRR stima che il costo mondiale superi 2.300 miliardi di dollari l’anno, considerando gli effetti indiretti e i danni agli ecosistemi. Il rapporto evidenzia il beneficio economico degli investimenti che riducono l’esposizione ai pericoli e la vulnerabilità dei territori.
Come prepararsi nella vita quotidiana
Un punto di partenza è il piano di protezione civile del proprio Comune. Le indicazioni della campagna “Io non rischio” per le alluvioni, ad esempio, invitano a conoscere le aree allagabili, le vie di fuga e le zone sicure, seguendo le allerte regionali e le misure adottate dalle autorità locali. Segnalare tombini intasati o corsi d’acqua parzialmente ostruiti contribuisce inoltre alla cura del territorio.
In casa, la preparazione comprende un kit di emergenza con copie dei documenti, una torcia e una radio a pile. Chi necessita di particolare assistenza, oppure vive con un familiare che ha bisogno di aiuto, è invitato a segnalarlo al Comune. Condividere in famiglia le indicazioni delle autorità e concordare come organizzarsi aiuta ad agire quando viene diramata un’allerta.
Una carta d’identità geologica per le città
Con l’occasione della giornata internazionale, Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha presentato il proprio Urban Geo-climate Footprint, un metodo sviluppato nell’ambito di una ricerca condotta con la rete europea dei servizi geologici EuroGeoSurveys.
Utilizzando le banche dati pubbliche, lo strumento sintetizza in un punteggio da 0 a 500 il potenziale impatto dei fenomeni geologici e climatici sulle aree urbane, considerando anche le attività umane. Un valore più alto indica un maggiore condizionamento dello sviluppo e del funzionamento della città da parte di questi fattori.
L’analisi dei capoluoghi di regione e delle province autonome italiane restituisce valori compresi tra i 94 punti di Trento e i 359 di Napoli, con Genova a 304. Il metodo permette inoltre di realizzare il City Geo Factsheet, una “carta d’identità geologica” che raccoglie informazioni sul terreno, sulle acque sotterranee, sulle risorse disponibili e sulle criticità da affrontare. L’obiettivo è rendere queste conoscenze più accessibili a chi deve pianificare gli interventi di prevenzione.
Alcuni appuntamenti di ottobre
Nei giorni della ricorrenza, diverse iniziative offrono occasioni per incontrare volontari e operatori della protezione civile.
Dal 15 al 18 ottobre, in Piazza di Siena, nel parco romano di Villa Borghese, sono previsti i “Percorsi di Protezione Civile 2026”, organizzati dal Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito della Settimana nazionale collegata alla Giornata del 13 ottobre. Il programma prevede incontri e dimostrazioni pratiche sulla conoscenza dei rischi, con il coinvolgimento del mondo scientifico e delle associazioni di volontariato.
Ad Avellino, il 13 ottobre, dalle 9.30 alle 13, l’esercitazione “Avellino Si-Cura”, inserita nel programma della Settimana della Protezione Civile in Campania, aprirà a scuole e cittadini il campo base in piazza Macello, con attività operative e divulgative sul rischio sismico. La partecipazione permette di vedere come si organizza la risposta alle emergenze e di fare domande a chi interviene sul territorio.
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