Vite che cambiano col clima: le domande dei Greeners

Scritto da La Redazione di Sorgenia

Le risposte di Sara Moraca e del ricercatore Sandro Fuzzi a 10 quesiti dei Greeners sull'ambiente e il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico ha nel mondo un impatto forte sulla vita delle persone. Alcuni tra i nostri Greeners, la community di clienti Sorgenia che si impegna in missioni ed iniziative per iniziative tutelare l’ambiente, hanno intervistato Sara Moraca, divulgatrice scientifica ed ideatrice dei podcast “Vite che cambiano col clima” e Sandro Fuzzi, Associato di Ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Bologna per approfondire le tematiche principali legate al climate change.

Di cosa parliamo?

In che misura si attribuisce il cambiamento climatico alle trasformazioni naturali del pianeta e se è prodotto dalle notevoli eruzioni vulcaniche in atto in modo elevato dagli ultimi decenni?

È ormai chiaro che il cambiamento climatico dovuto a cause naturali sia trascurabile rispetto a quello dovuto a cause antropiche. Sia l’attività solare che vulcanica negli ultimi decenni non sono state particolarmente importanti da provocare effetti commisurabili a quelli risultanti dall’azione umana. Questo è ben riportato nell’ultimo rapporto di IPCC dove viene fatto il confronto tra le cause del cambiamento climatico.  (Sandro Fuzzi)

 

Mi preoccupa molto il problema della siccità... Volevo sapere se pensate sia una fase passeggera oppure andrà sempre peggio?

Le risultanze dell’ultimo report IPCC ci dicono che tutti gli eventi legati al cambiamento climatico che stiamo sperimentando, ondate di calore, alluvioni o siccità, che nel passato avvenivano raramente, purtroppo, nei prossimi decenni si avviano ad essere la normalità e sono destinati ad aumentare se non si porrà al più presto un deciso argine alle emissioni derivanti dai combustibili fossili.  (Sandro Fuzzi)

Quando si parla di cambiamento climatico dovuto all'azione umana, e si valutano possibili contro-azioni umane, su che orizzonte temporale si sta ragionando?

Per essere ragionevolmente certi di non arrivare ad effetti catastrofici sull’ambiente e sull’uomo di cui non abbiamo neppure conoscenza, negli Accordi di Parigi si è sancito che dovremo mantenere la temperatura alla fine di questo secolo sotto gli 1,5°C rispetto all’epoca pre-industriale. Già oggi abbiamo superato la soglia di 1,1 °C. L’Unione Europea ha declinato questo obiettivo in un impegno ad avere emissioni nette uguali a zero entro il 2050. Questo significa che abbiamo un grosso lavoro da fare nei prossimi anni per mantenere l’obiettivo deciso in sede ONU. (Sandro Fuzzi)

Es. Il Sahara dicono essere aumentato dal 1920 del 10% a causa del riscaldamento globale, dovuto all’uomo, però secondo questo studio “Monsoon-driven Saharan dust variability over the past 240,000 years” il Sahara diventa un giardino ogni 20000 anni. (Greener)

Sicuramente serve un’analisi attenta della letteratura per comprendere un fenomeno così, citare solo due studi è piuttosto riduttivo. Significativa è inoltre la scala dei tempi di questi fenomeni, certamente ben al di là dei tempi della nostra società. (Sara Moraca)

Togliere i propri interessi, questo è il cambiamento e fare gli interessi del prossimo è l'invito che si deve dare.

Il cambiamento climatico pesa in modo diverso su differenti popolazioni, che abitano in diverse parti del mondo. È chiaro che, in generale, l’egoismo e il perseguire interessi a breve termine non porta a comportamenti climaticamente positivi. Questo perché la nostra vita ha cicli molto più brevi rispetto a quelli del Pianeta, quindi se ognuno di noi pensa solo a sé stesso finisce per pensare al proprio tempo qui, intaccando quello che lasceremo alle generazioni future. È una responsabilità comune prendersi cura di questo Pianeta. (Sara Moraca)

Di quanto tempo l'inquinamento umano e i comportamenti "antiecologici" dell'uomo anticipano i cambiamenti climatici che da sempre si sono succeduti nella Terra? Inoltre è possibile sapere in quale fase attualmente ci troviamo? La risposta potrebbe essere solo statistica?

È ormai chiaro che il cambiamento climatico dovuto a cause naturali sia trascurabile rispetto a quello dovuto a cause antropiche. Questo è ben riportato nell’ultimo rapporto di IPCC dove viene fatto il confronto tra le cause del cambiamento climatico. Le emissioni di CO2, il principale gas clima-alterante, che vengono rilasciate in atmosfera ogni anno ammontano a circa 40 miliardi di tonnellate e solo circa il 50% di queste vengono assorbite dalla vegetazione e dagli oceani, rimangono quindi in atmosfera ogni anno circa 20 miliardi di tonnellate di CO2 che si si sommano alle altre già presenti causando un sempre maggiore riscaldamento climatico. Questo perché la CO2 ha un tempo di permanenza in atmosfera di vari secoli. (Sandro Fuzzi)

Andare verso la transizione alle rinnovabili, ci esporrà alla dipendenza dalla Cina? In particolare per batterie di accumulo e pannelli fotovoltaici?

Certamente la Cina sta giocando un ruolo chiave sulle batterie, ma la disponibilità dei materiali necessari per produrle non è alta solo in Cina ma anche in Russia come in vari paesi del centro Africa. Questi sono quindi tutti aspetti che vanno trattati a livello politico negli accordi diplomatici. Noi, come Unione Europea, non abbiamo purtroppo puntato anni fa sulle batterie e stiamo iniziando a farlo solamente adesso. Questa è stata sicuramente una miopia. (Sandro Fuzzi)

Ad Acquaviva Delle Fonti ( BA ) sono stati tagliati quasi 190 alberi , "Platani centenari", adesso ogni mese scompaiono alberi… Cosa si può fare ?

La perdita di alberi è senz’altro uno dei problemi, perché essi assorbono l’anidride carbonica e svolgono importanti servizi ecosistemici, come la mitigazione delle ondate di calore. La deforestazione va fermata, ma la questione è più complessa di quanto si potrebbe pensare. Basta pensare al fatto che ora la foresta amazzonica ha perso buona parte del suo potere di assorbimento dell’anidride carbonica. (Sara Moraca)

Ritengo che i paesi più inquinanti siano Cina, India, Stati Uniti, è su di loro che si dovrebbe intervenire drasticamente!

È indubbio che ci siano paesi che emettono specie clima-alteranti più di altri. La Cina è oggi responsabile di più del 25% di tutte le emissioni a livello globale. Ma non è sempre stato così, perché i Paesi Emergenti come  Cina e India nello scorso secolo sono stati responsabili di quantità esigue di emissioni ed il grosso derivava invece dall’Europa o, più tardi, dagli Stati Uniti. Circa il 50% delle emissioni che stanno causando il cambiamento climatico è dovuto proprio ai paesi di più vecchia industrializzazione come Europa e Stati Uniti. C’è comunque una clausola nell’accordo di Parigi che prevede che i costi per la riduzione delle emissioni debbano essere distribuiti in modo equo fra i vari paesi rispetto alle loro responsabilità e quindi tenendo presente tutti questi aspetti.

Che effetto avrà sulla nostra salute il cambiamento climatico?

Il cambiamento climatico ha certamente svariate conseguenze sulla salute umana, sia dirette sia indirette; inoltre, gli effetti del cambiamento climatico sulla salute possono manifestarsi a breve come a lungo termine. Si stima infatti che, a livello globale, nel 2000 si siano verificati circa 150.000 decessi a causa del cambiamento climatico. Secondo un recente studio dell’OMS, entro il 2040 siamo destinati a raggiungere i 250.000 decessi l’anno. Tale stima sarebbe risultata ancora più alta se avessimo escluso dal calcolo la riduzione della mortalità infantile prevista per i prossimi anni: dunque, si può concludere che gli eventi meteorologici estremi siano già tra i principali fattori del cambiamento climatico che interessano la salute pubblica. Inoltre, la mortalità dovuta alle ondate di calore e alle alluvioni è destinata ad aumentare, in particolare in Europa. Infine, i mutamenti previsti nella distribuzione di patologie trasmesse da vettori causeranno anch’essi importanti conseguenze sulla salute umana. (Sara Moraca)

Perché non usare i tetti delle strutture pubbliche per coprire con pannelli fotovoltaici e così sostenere l'energia rinnovabile a favore della stessa struttura e magari per l'eccedenza a disposizione di tutti per ridurre i costi?

È certamente un’ottima idea ma è una responsabilità che fa capo ai governi, e al momento non esiste ancora un’azione politica in questo senso. (Sandro Fuzzi)

Sara Moraca, è giornalista e autrice scientifica. Scrive di ambiente e cambiamento climatico per riviste nazionali e internazionali, scrive e traduce libri di divulgazione. Sta per concludere un dottorato su cambiamento climatico e salute pediatrica all’Università di Bologna, insegna comunicazione della scienza all’Università di Padova, alla Sissa, all’Università di Trento e all’Università di Parma.

Sandro Fuzzi è Associato di Ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Bologna. Da 40 anni si occupa di scienze atmosferiche ed è stato il pioniere in Italia, ad inizio degli anni ’80, degli studi sulla chimica dell’atmosfera. Il suo principale interesse scientifico è nel campo dei processi chimici e fisici nel sistema Terra e degli effetti dei cambiamenti nella composizione dell’atmosfera sul clima, gli ecosistemi, la qualità dell’aria e la salute umana. È autore di oltre 200 lavori su riviste e libri internazionali, e di oltre 300 comunicazioni a convegni internazionali e nazionali. Fa parte della lista “Highly Cited Researchers” che comprende l’1% degli scienziati più citati al mondo nel campo delle Geoscienze. Ha partecipato alla stesura del 4°, 5° e 6° Rapporto dell’Intergovernmental Panel for Climate Change (IPCC), l’organismo delle Nazioni Unite per la valutazione dello stato del clima. Si occupa inoltre del trasferimento tecnologico verso le imprese dei risultati scientifici nel campo dell’ambiente e dell’energia ed è Presidente del Cluster “Energia e Sviluppo Sostenibile” della Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia-Romagna.