Un progetto che interviene sull’illuminazione di uno dei principali musei dell’aeronautica italiana, riducendo i consumi e migliorando la qualità degli spazi
Il Parco e Museo del Volo di Volandia è un luogo in cui la storia dell’aeronautica si intreccia con quella del territorio e dell’industria italiana. La struttura sorge, infatti, all’interno delle storiche Officine Aeronautiche Caproni, fondate nel 1910, a ridosso dell’aeroporto di Malpensa, in Lombardia. Un contesto che conserva e restituisce oltre 60.000 metri quadrati di archeologia industriale, trasformati in spazi espositivi e divulgativi. Di recente Sorgenia ne ha curato il relamping, rinnovando il sistema d’illuminazione all’insegna della valorizzazione dell’esperienza degli utenti e della sostenibilità.
Il percorso accompagna il visitatore dai primi voli pionieristici fino all’esplorazione spaziale, attraverso padiglioni tematici, velivoli storici, ambientazioni immersive, simulatori di volo e aree didattiche dedicate anche ai più piccoli. Volandia è così un museo esperienziale, capace di parlare a pubblici diversi e di tenere viva la memoria di un patrimonio tecnologico e culturale unico.
INDICE DEI CONTENUTI
L’illuminazione come parte dell’esperienza
In un luogo in cui spazio, materia e narrazione visiva sono centrali, l’illuminazione assume un ruolo determinante. Non si limita a rendere visibili gli allestimenti, ma contribuisce alla qualità dell’esperienza, alla sicurezza e alla corretta valorizzazione dei contenuti.
Prima del rinnovamento del sistema di illuminazione, il museo era dotato di un impianto caratterizzato da corpi illuminanti obsoleti e consumi energetici elevati: da qui la scelta di avviare il progetto. “L’obiettivo – racconta Matteo Magnani, Sales Manager Greentech Nord di Sorgenia – è stato di ridurre i costi energetici e migliorare il comfort visivo degli ambienti, accompagnando il cliente in un percorso di efficienza”.
Il progetto di Sorgenia: tecnologia al servizio della transizione energetica
Sorgenia ha seguito l’intervento in qualità di ESCo, Energy Service Company, occupandosi dell’intero processo: dall’analisi energetica alla progettazione, fino alla realizzazione dell’impianto.
Il progetto ha previsto la sostituzione di 177 corpi illuminanti esistenti e l’installazione di 23 nuovi punti luce, necessari per raggiungere gli standard richiesti dalla normativa e garantire una maggiore uniformità della luce. In totale sono stati installati 200 apparecchi a LED di ultima generazione, con una riduzione della potenza installata da 19.512 a 9.328 watt.
Risultati concreti, benefici duraturi
L’intervento ha portato a una riduzione dei consumi per l’illuminazione superiore al 52%, passando da circa 35.500 kWh annui a 16.600 kWh. Il risparmio economico stimato è di circa 4.300 euro all’anno, mentre la diminuzione delle emissioni di CO₂ raggiunge 9.472 kg annui, equivalenti a circa 172 alberi.
Oltre ai numeri, il nuovo impianto migliora in modo significativo la qualità della luce negli spazi espositivi e di lavoro, aumentando la sicurezza e la fruibilità del museo e contribuendo a una lettura più efficace degli allestimenti.
Un intervento che guarda oltre il presente
Per Sorgenia, questo tipo di intervento rappresenta spesso l’inizio di un processo più ampio.
“Non si tratta soltanto di sostituire lampade, ma di avviare un approccio più consapevole all’energia”, sottolinea Magnani.
Proprio iniziando dal relamping, infatti, è possibile creare un terreno fertile per sviluppare ulteriori soluzioni hi-tech, dal monitoraggio in tempo reale dei consumi all’integrazione di nuove tecnologie improntate alla sostenibilità e al contenimento dei costi.
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