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Vino sostenibile: tre storie di viticoltura a basso impatto ambientale

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Si chiude il 9 aprile Vinitaly 2014. Sempre di più le imprese interessate alle tecniche di produzione ecologiche e alla tutela del made in Italy

Unire l’utile (per l’ambiente) al piacevole. Nella settimana di Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati ospitato a Verona fino al 9 aprile, Energie Sensibili dedica al vino uno speciale con le storie più sostenibili dal mondo dell’enologia. Etichette che tutelano la biodiversità e vigneti impegnati nella valorizzazione della filiera sono solo alcune delle realtà, oggi sempre più affermate, che abbiamo deciso di raccontare.

Oggi il giro d’affari nazionale del vino sfiora i 4 miliardi di euro (dati 2013). Ancora meglio l’export, che dal 2008 al 2013 è cresciuto di circa il 37%, passando da 3,6 miliardi a oltre 5 miliardi di euro.

 

VIVA SUSTAINABLE WINE

Un’etichetta ad hoc per mostrare l’impatto ambientale della filiera vitivinicola: è VIVA Sustainable Wine, il “bollino” rilasciato dal Ministero dell’Ambiente per premiare le bottiglie e le case produttrici che tutelano la qualità del vino italiano e allo stesso tempo le buone prassi di sostenibilità dalla vite alla tavola. Quattro le aree di valutazione: aria, acqua, territorio e vigneto. VIVA è un progetto lanciato nel 2011 ed oggi è anche un’app. Per ora sono nove le aziende che possono fregiarsi di questo speciale certificato di valutazione ambientale: Castello Monte Vibiano Vecchio, Fratelllli Gancia & C, Marchesi Antinori, Masi Agricola, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Planeta, Tasca d’Almerita e Venica&Venica.

 

STEWARDSHIP OF BIODIVERSITY

Le aziende vinicole che vogliono distinguersi come “Custodi della biodiversità” possono raccogliere la proposta del WWF e candidarsi al percorso di Stewardship of Biodiversity. Pioniere dell’iniziativa l’azienda vitivinicola Arnaldo Caprai, che insieme all’associazione ambientalista sta mettendo a punto una serie di buone prassi per la tutela dell’ambiente in vista di Expo 2015. Al centro del programma c’è il Sagrantino di Montefalco e l’idea di mettere a punto un database con tutte le informazioni su vigneto e lavorazione. Driver del progetto: la trasparenza della filiera e la tutela del made in Italy.

 

PROGETTO MAGIS

Magis è un progetto per la sostenibilità del vino italiano. Riconosciuto dall’OIV, l'organismo delle Nazioni Unite che si occupa dell'innovazione scientifica e tecnica nel settore, si propone di raccogliere in un grande database le procedure di viticoltura e vinificazione distinte per aree geografiche. Si tratta di un’iniziativa rivolta ai produttori di vino, alla comunità scientifica e all’industria che va oltre la tracciabilità e mira a certificare, sulla base di un protocollo, le diverse fasi di lavorazione del vino. Anche Magis sarà al Vinitaly 2014.

 

@fenicediboston

 

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