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Tradizione e innovazione: il futuro del Made in Italy è nelle startup

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Cresce il numero delle nuove aziende che aiuta l'economia del Paese a svilupparsi e a diventare competitiva. Ecco alcune delle migliori intervistate da Energie Sensibili nel 2015

Anche se il loro sviluppo non è ancora paragonabile a quelle del resto del mondo, le startup italiane cominciano a diventare una realtà importante del sistema economico nazionale. Secondo l’ultima edizione della Relazione annuale al Parlamento da parte del Ministero dello Sviluppo economico, sono in tutto cinquemila le nuove aziende nate nel corso del 2015, con 36 incubatori e un totale di 24mila occupati.

“Le startup incarnano metaforicamente un cambiamento largamente auspicabile non solo in ambito imprenditoriale, ma, in senso lato, anche culturale e sociale – ha affermato il ministro Federica Guidi – ma nonostante il grande sforzo profuso e i numeri molto incoraggianti, tante sfide restano aperte. Tre su tutte: internazionalizzare l’ecosistema italiano dell’imprenditoria innovativa, rafforzare il mercato degli investimenti in capitale di rischio, moltiplicare e infittire i legami tra mondo della ricerca e impresa, e tra imprese tradizionali e nuove imprese innovative”.

Il trend si è diffuso nei comparti tradizionali italiani, tra quelli che più hanno sofferto la crisi degli ultimi anni. Primi fra tutti moda e design, ma anche alimentare e turismo. Gli esempi di startup di successo, che stanno aiutando l’economia tradizionale a recuperare il terreno perso con la crisi del 2008, sono tante. Ecco quelle che nel corso del 2015 sono state raccontate su Energie Sensibili nello speciale "Startup Made In Italy: così riparte l'economia del Paese".