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TerraXChange: la startup che usa il web per fare impresa

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L’azienda di Marco Tacconi, 25 anni laureato in Agraria, punta a far incontrare domanda e offerta di terreni da coltivare, in ottica sostenibile

Chi l'avrebbe mai detto che il web avrebbe restituito alla terra le famose braccia strappate all'agricoltura? L'idea di fondo di Marco Tacconi, 25 anni e una laurea in Agraria in tasca, è questa: far incontrare offerta e domanda di terreno coltivabile grazie alle potenzialità della Rete. Nasce così TerraXChange, il portale dedicato a favorire questo incontro, seguendo il presupposto che non esistono terreni non coltivabili, ma solo incolti, e per ognuno di questi c'è sempre qualcuno disposto ad occuparsene. Abbiamo parlato con Marco, il giovane CEO di TerraXChange, del suo progetto e di come si sta sviluppando.  

Come nasce TerraXChange?

Nasce dalle mie due passioni principali: la cura dell'ambiente e l'orticoltura hobbistica. Da qui ho voluto creare un sistema che potesse raggiungere in un'unica azione entrambi gli obiettivi. Coltivare è una passione che cattura moltissime persone e allora perché non focalizzarla su scopi legati non solo alla buona produzione, ma in un'ottica di riqualificazione ambientale e sociale? Cosi è nato TerraXChange. Il sito che puoi vedere ora è semplicemente un prototipo con poche funzioni basilari. Entro un anno puntiamo ad avere un nuovo portale estremamente interattivo e molto più funzionale al fine di riuscire a riqualificare a tutto tondo il territorio.

 

E' realmente possibile coniugare le potenzialità del web 2.0 con uno sviluppo sostenibile dell'agricoltura?

Non solo è possibile, ma necessario. Un sistema agricolo davvero sostenibile è di per sé composto da piccole attività agricole (professionali o hobbistiche che siano) che rischierebbero di rimanere isolate e inconsapevoli delle proprie azioni comuni. La potenza di internet ha dato la possibilità di accorciare le distanze tra le diverse realtà ed ora, tramite social, questo fenomeno ha avuto una grande accelerazione. TerraXChange si propone di divenire un vero e proprio social a tema dove tutto il mondo orticolo italiano possa incontrarsi e conoscersi.

 

Che riscontro state avendo a livello di utenti?

Abbiamo un numero di utenti superiore alle nostre più rosee aspettative, per questo si è reso necessario un nuovo portale che garantisse un servizio migliore. Questo conferma come la nostra società sia spinta da un'energia positiva nel fare.

 

Avete beneficiato di finanziamenti e incentivi?

Per mettere su il portale prototipo abbiamo dato fondo ai nostri risparmi, anche se non è stato un costo eccessivo. Recentemente abbiamo vinto un bando del comune di Milano che ci ha dato la possibilità di far evolvere la nostra start up. Ora il nostro obiettivo è quello di riuscire a lanciare il nuovo TerraXChange prima di EXPO2015. Pensiamo di farcela.

 

Come è andata finora?

I numeri sono rincuoranti: più di 1500 iscritti, 2600 like su Facebook, più di 40.000 visite sul portale da Novembre ad oggi, una decina di terreni già a disposizione. Sono solo alcuni dei numeri che ci convincono della bontà della nostra idea, che è ancora tutta da sviluppare .

 

Con queste basi, quali sono i progetti per il futuro?

Primo obiettivo è quello di dare uno strumento utilizzabile da tutti e che abbia lo scopo di una vera riqualificazione territoriale. Pensando ad un prossimo futuro (forse già nel 2015), vogliamo portare questa piattaforma fuori dai confini nazionali perché ovunque vi sia terreno abbandonato vi sono certamente persone disposte a mantenerlo pulito e produttivo.
Mi piace ipotizzare e progettare nel breve termine, ma sarebbe bello se, in un futuro più lontano, si potesse organizzare un mercato di ortaggi e prodotti coltivati in modo casalingo là dove poco prima c'erano spazi "vuoti". Non mettiamo limiti alla possibili strade che potremo percorrere nel tempo.

 

@MarioLuongo6

 

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