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Sviluppo sostenibile: le proposte per la Presidenza italiana all’Ue

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Il Consiglio Nazionale della Green Economy ha presentato a Governo e Parlamento un pacchetto di suggerimenti su argomenti come rifiuti, acque reflue, fiscalità ecologica

Promuovere lo sviluppo sostenibile, sia in senso economico che ambientale. È su questo principio che si fondano le sei proposte del Consiglio nazionale della green economy, lanciate al Governo di Matteo Renzi in occasione dell’apertura del semestre di Presidenza italiana dell’Ue. Sei i punti cardine individuati dalle 66 associazioni che compongono il Consiglio, a cui corrispondono altrettante tematiche d’azione. Destinatari del documento sono il Primo Ministro, i titolari dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico, il Sottosegretario con delega agli Affari Europei e i presidenti delle Commissioni Ambiente e attività produttive di Camera e Senato. 


1. FISCALITA' ECOLOGICA 

La fiscalità ecologica è uno dei passi verso lo sviluppo sostenibile. Alleggerire la pressione fiscale sul lavoro e per le imprese è infatti tra i primi obiettivi primari da realizzare, attraverso un programma di riforme sulla fiscalità in generale, integrato con quello ambientale. Si richiede essenzialmente:

  • Lo spostamento significativo di tassazione dal lavoro all'ambiente, di almeno 10 punti di gettito in 5 anni.

  • La promozione di una valutazione degli strumenti fiscali e parafiscali come l'ETS e l'Euro Vignette.

  • Un nuovo sistema integrato, finalizzato al raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali.

  • Di rimuovere i sussidi pubblici dannosi per l'ambiente e che sono ancora in vigore.

  • Di misurare il valore del capitale naturale e dei servizi eco-sistemici per quantificarne il costo economico.

 

2. MISURE INCISIVE PER CLIMA E ENERGIA

I cambiamenti climatici, sempre più repentini e urgenti, hanno ricadute evidenti anche sul piano sociale ed economico: si rendono necessarie, quindi, misure che portino ad una riduzione di consumi e importazioni di combustibili fossili e un proporzionale aumento di investimenti e occupazioni nel campo dell'efficienza energetica applicata al settore industriale, dei trasporti, ma anche a quello civile, nei consumi quotidiani delle famiglie. Nello specifico le proposte suggerite al Governo si concentrano su:

  • Convergenza verso target basati sulle emissioni pro capite di gas serra identiche per i Paesi che consumano di più.

  • Puntare su un accordo tra gli stati membri che emettono in maggioranza gas serra, prevedendo obiettivi vincolanti e modalità di controllo.   

 

3. AGRICOLTURA SOSTENIBILE

Coniugare crescita economica ed efficienza in un settore non vuol dire rinunciare per forza al rispetto dell'ambiente: l'agricoltura è il campo dove i principi dello sviluppo sostenibile possono essere attuaticon successo. Nell'ambito della nuova Politica Agricola Comune (PAC) il Consiglio Nazionale della Green Economy ha formulato delle proposte che si muovono in questa direzione:

  • Completare la revisione del regolamento sulla produzione biologica Reg, CE 834/2007 razionalizzando i sistemi di controllo, costruendo reti locali di produzione, incentivando la ricerca e la comunicazione rivolta ai consumatori.

  • Favorire un'etichettatura, di tipo europeo, orientata alla trasparenza, alla corretta informazione del consumatore che deve conoscere le fasi della filiera produttiva, l'origine dei prodotti e le indicazioni di tipo nutrizionale.

  • Certificare la qualità e le tipicità dei prodotti accelerando l'applicazione del “pacchetto qualità” in conformità con il Regolamento europeo 1151/2012. 

 

4. ACQUE REFLUE

 Il “Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee”, presentato dall’Unione europea nel novembre 2012, mira a colmare alcune lacune in questo settore come l'utilizzo del suolo, l'inquinamento, la capacità di recupero degli ecosistemi acquatici. In un contesto così caratterizzato, le proposte a Governo e Parlamento si concentrano sull'utilizzo delle acque reflue, soprattutto in ambito agricolo e industriale, per le quali ad oggi ancora non esistono standard comuni relativi al loro impatto ambientale.  

 

5. RIFIUTI

L'uso efficiente delle risorse e dei rifiuti è uno dei nodi che sarà discusso e regolamentato durante il semestre di Presidenza italiano; l'occasione per apportare modifiche e aggiunte alla normativa vigente, spingendo su determinati punti come:

  • Prevenzione nella produzione dei rifiuti grazie a strumenti tecnologici idonei utilizzabili sia nella produzione che nel fine del ciclo vitale dei prodotti; attenzione alle Pmi con incentivi per l'eco innovazione, favorendo l'accesso al know how e alle best practice aziendali.

  • Rafforzare a livello europeo i Green Pubblic Procuremente (GPP) detti anche Appalti Verdi per arrivare effettivamente al 50% di Acquisti Verdi nella Pubblica Amministrazione, tenendo conto della nuova direttiva 2014/24/Ue.

  • Rafforzare il principio di responsabilità estesa del produttore, anche in quelle parti della filiera dove ancora non viene applicato.

  • Aumentare l'asticella per gli obiettivi di riciclo, elaborando allo stesso tempo un modello europeo unico di calcolo per il conseguimento di questi obiettivi.

  • Definire una proposta per la riduzione dei sacchetti di plastica monouso.   

 

6. RAFFORZARE LE POLITICHE PER UNA GREEN ECONOMY EUROPEA

Il sesto punto riassume e integra quelli precedenti, puntando all'incremento dell'occupazione (soprattutto giovanile) nel campo dell'economia verde. 

Sulla base del Programma Nazionale di Ricerca e del Piano di Sicurezza e Coordinamento, si inviterà la Commissione Europea ad intervenire con sollecitazioni e raccomandazioni verso gli stati membri, affinché si muovano nella stessa direzione su temi economici e sociali in chiave di green economy.

 

@MarioLuongo6

 

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