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Sustainable Talent: in Olanda il coaching per gli imprenditori sostenibili

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A Utrecht Annick Schmeddes insegna alle start-up a fare della responsabilità ambientale e sociale il proprio core business

“Un’impresa è sostenibile quando l’imprenditore fa una valutazione dell’impatto della propria attività sul Pianeta e sulle persone”. Annick Schmeddes è una pioniera della green e white economy. Olandese, dopo una lunga esperienza nel campo delle risorse umane ha fondato un’agenzia – la Sustainable Talent – dedicata a chi vuole fare della responsabilità ambientale e sociale il proprio core business. “La formazione è fondamentale in questo settore, perché sostenibilità può voler dire molte cose”.

 

Coach Schmeddes, può farci un esempio?

Pensiamo alle energie rinnovabili: chi vuole lavorare in questo campo può seguire l’approccio attivista di un’organizzazione come Greenpeace, oppure quello del dialogo come fa il WWF, oppure ancora quello aziendale di un’impresa. Ciascun lavoro richiede diverse motivazioni e professionalità.

 

Che tipo di formazione offre Sustainable Talent e a chi si rivolge?

ST è una sorta di tutor per professionisti della sostenibilità intesa non solo in termini ambientali ma soprattutto dell’impatto sociale del lavoro. Noi insegniamo loro a specializzarsi nei diversi settori della sostenibilità, dal CRS (Sustainable Talent è partner di CSR Netherlands, ndr) al commercio solidale.

 

Però parliamo comunque di business. La sostenibilità si può misurare?

Abbiamo una scala che va da 1 a 5. Il primo livello è semplicemente il rispetto della normativa in un settore. Le società che portano avanti progetti filantropici che però non hanno nulla a che fare con il core aziendale sono al livello 2. Al livello 3 possiamo mettere quelle che attuano iniziative per ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Ai livelli 4 e 5 infine ci sono le imprese in cui la sostenibilità è il motore del business e non semplicemente un fattore di costo.

 

Che caratteristiche devono avere questi imprenditori?

Rispettano le regole, sono attenti alla comunità, cercano di ridurre l’impatto ambientale della propria attività. E ancora si impegnano nella creazione di nuovi prodotti oppure nell’apertura a nuovi mercati, hanno una visione innovativa rispetto al contesto in cui si trovano ad operare.

 

Si parla spesso anche di imprenditoria femminile. Le donne sono più sostenibili degli uomini?

Non direi. Certo molte donne lavorano come CSR manager ma altrettanti uomini occupano posizioni di responsabilità in aziende che operano in modo sostenibile.

 

Siamo di fronte a un cambiamento del Sistema?

Sì. La sostenibilità non è più un hobby. È diventata parte integrante delle strategie aziendal. Per molte imprese, poi, l’attenzione alla responsabilità sociale e ambientale si è già tradotta in maggiori profitti e successo.

 

@fenicediboston

 

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