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Startup, le procedure per il riconoscimento della vocazione sociale

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Dal Ministero dello Sviluppo Economico arrivano le linee guide per l'autocertificazione dell'impresa per ottenere maggiori agevolazioni fiscali

Il 20 gennaio il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato la Circolare 3677/C con la quale vengono definiti i criteri e le procedure per il riconoscimento delle startup innovative a vocazione sociale. Lo scopo? Incentivare il lavoro svolto da queste nuove imprese, dopo averne provato l'effettiva utilità a livello sociale.

 

AUTOCERTIFICAZIONE DA PARTE DELLE IMPRESE

Agevolazioni fiscali, più flessibilità nella gestione societaria e nei rapporti di lavoro, maggiore facilità e semplificazione nell'accesso al credito e nella raccolta di capitali: queste sono alcune delle dinamiche più importanti che regolano il funzionamento di una startup innovativa. Ma come si fa a riconoscerne e certificarne la “vocazione sociale”? Il Mise, attraverso una procedura di autocertificazione da parte delle imprese, vuole fornire uno strumento più flessibile e leggero per facilitare e velocizzare “i meccanismi di controllo sulla liceità di tale beneficio”. In sostanza, in questo modo si vuole limitare il ricorso al Nucleo speciale Spesa pubblica e repressione Frodi comunitarie della Guardia di Finanza, di cui il Ministero si può avvalere in questi casi.

 

LE AGEVOLAZIONI FISCALI

Le startup innovative a vocazione sociale possono sembrare meno “attraenti” sul mercato perché perseguono sia una logica legata al business, sia una incentrata sul benessere della comunità. L'iniziativa del Mise punta proprio a correggere questa asimmetria, come già disposto nell'articolo 29 del Decreto legge 179/2012 che assegnava benefici fiscali a chi investiva nelle startup innovative. La differenza sostanziale tra queste e quelle a vocazione sociale è una maggiore agevolazione fiscale: nel primo caso le persone fisiche hanno una detrazione IRPEF del 19%, nel secondo del 25%, mentre le persone giuridiche godono dell'IRES al 20% per le startup solo innovative, percentuale che si alza al 27% per quelle a vocazione sociale.

 

DESCRIZIONE DELL'IMPATTO SOCIALE

Attraverso l'autocertificazione la startup dichiara di operare in uno o più settori elencati nell'articolo due del Decreto Legislativo n. 155 del 24 marzo 2006 (dall'assistenza sociale e sanitaria all'educazione, istruzione o formazione, dalla tutela dell'ambiente ai servizi culturali, fino ai servizi strumentali per le imprese sociali). Soprattutto va evidenziato l'impatto che questa attività ha sulla società, attraverso la redazione annuale del “Documento di descrizione dell'impatto sociale” da inviare per via telematica alla Camera di commercio competente. Per maggiori informazioni, il Mise ha pubblicato una guida con le linee da seguire per la redazione del documento (consultare l'ultimo paragrafo).