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Startup, il futuro dell'innovazione è nel turismo

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Le imprese legate a questo settore sono in costante aumento. Organizzare le vacanze online è più semplice e conveniente, anche se le agenzie di viaggio ritorneranno di moda. Parola di Bluewago

In Europa una startup su quattro si occupa di turismo. Il settore è in forte crescita e sono in continuo aumento le nuove impresetecnologiche che decidono di investire sull'organizzazione del tempo libero.

Secondo i dati forniti dalla Direzione Generale UE sul Turismo, il comparto rappresenta il 3,3% del Prodotto Interno Lordo europeo, raggiungendo il 9% se si considera anche l'indotto. In Italia i numeri sono più alti: 10% del PIL e 10% anche per quanto riguarda la forza lavoro totale.

 

I NUMERI

Nel 2014 il numero delle startup europee registrate è di 1488 unità, 398 delle quali opera nel settore turistico, una fetta consistente pari al 26,7% del totale. Spicca il Regno Unito con 97 imprese, seguito dalla Russia, dalla Germania, dalla Spagnae dall'Italia.

Inoltre, negli ultimi mesi questi soggetti hanno raccolto in totale 586 milioni di dollari di finanziamenti.

 

TURISMO OSSIGENO DELL'ITALIA

“Il turismo è il nostro ossigeno, il petrolio dell'economia italiana – racconta a Energie Sensibili Nicola Davanzo, Amministratore Delegato della startup Bluewago, che grazie alla sua originale piattaforma organizza vacanze in barca e al mare durante tutto l’anno –. Nel corso degli ultimi anni c'è stata una maggiore tutela, che ha contribuito a valorizzare il settore, che rappresenta una fetta molto importante del nostro tessuto produttivo”.

 

Il rischio di una saturazione di startup che si occupano di organizzare le vacanze non è previsto, il mercato è sempre aperto anuove idee e soluzioni. “Le invenzioni sono sempre dietro l'angolo – prosegue Davanzo –. Possiamo affermare che c'è una scarsità di nuove imprese in questo settore, il cui numero è però destinato a crescere grazie alle misure di credito e ai trend positivi, si pensi alle condizioni della Grecia o del Nord Africa che spingono i turisti a venire nel nostro Paese”.

 

LE AGENZIE DI VIAGGIO DEL FUTURO

In questo contesto è inevitabile la perdita di appeal da parte delle tradizionali agenzie di viaggio, sostituite in parte dalle nuove tecnologie online che consentono agli utenti di organizzare le proprie vacanze grazie a un'offerta diversificata.

“Le agenzie rappresentano sempre il più importante contatto diretto con il consumatore – afferma Davanzo –. È sbagliato pensare a una loro uscita di scena, i consulenti di viaggio ritorneranno a giocare un ruolo importante nell'organizzazione delle vacanze modificando il modo di operare, integrandosi con le startup. Non è pensabile utilizzare ancora i vecchi cataloghi ma sono allo stesso tempo ancora tanti quelli che non riescono a organizzarsi online”.

 

L'UTILIZZO AL POSTO DELL'ACQUISTO

Nel corso degli anni è cambiato anche il modo di vivere le vacanze da parte dei turisti, una vera e propria rivoluzione, che ha dato slancio alla crescita e al successo di questo tipo di startup.

“I viaggiatori sono entrati nell'ottica dell'utilizzo rispetto all'acquisto – analizza l'Ad di Bluewago –. Lo vediamo anche con la nostra startup, che si occupa di organizzare i soggiorni al mare al mare. I nostri “clienti” non acquistano più la casa o la barca ma l'affittano per un determinato periodo di tempo. È la tendenza del presente e del futuro che consente di abbattere anche i costi”.

 

DIFFERENZE TRA TURISTI STRANIERI E ITALIANI 

Tale mentalità è ben radicata anche nella cultura dei viaggiatori provenienti dall'estero che organizzano le vacanze online. Il settore turistico italiano è composto per il 97% da visitatori stranieri, che rappresentano la forza trainante del settore. Essi si differenziano notevolmente dagli italiani, sia nell'organizzazione del viaggio che nel modo di viverlo.

“Gli stranieri sono più pratici e più esigenti, soprattutto i tedeschi. - conclude Nicola Davanzo -. C'è un'organizzazione diversa rispetto agli italiani che decidono di partire all'ultimo momento. Al contrario, chi viene da fuori prenota con molti mesi di anticipo. È il frutto di una cultura differente”.