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Startup: il crowdfunding di Kickstarter apre all’Italia

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La piattaforma potrà accogliere anche i progetti in lingua italiana, che potranno raccogliere fondi per il proprio sviluppo. In totale nel mondo raccolti 2 miliardi di dollari

L’isola felice delle startup d’oltreoceano sta per aprire anche alle giovani imprese italiane. Kickstarter, il sito simbolo del crowdfunding, ha infatti annunciato che aprirà anche ai creativi del Belpaese la possibilità di pubblicare i propri progetti, raccogliere fondi per il loro sviluppo in euro e utilizzare il proprio conto corrente. La vetrina sarà internazionale: la community mondiale ingloberà quella italiana, che sarà così a portata di clic per tutti gli investitori.

 

DAI FILM ALLE STAMPANTI: LA GRANDE COMMUNITY DI KICKSTARTER

Nata nel 2009 dall’idea di un ex giornalista musicale, fino ad oggi la piattaforma ha raccolto quasi due miliardi di dollari, con oltre otto milioni e mezzo di persone che hanno finanziato i progetti presentati. Tra quelli più famosi, si ricordi la prima stampante 3D, le borse frigo smart e addirittura la realizzazione di documentari, che hanno poi vinto un Oscar, e un film, diretto da Spike Lee. Alcune delle ultime campagne, come quella dello smartwhatch Pebble, ha raggiunto cifre stratosferiche, toccando i 20 milioni di euro.

L’Italia è il tredicesimo paese al mondo ad entrare a far parte del villaggio globale di Kickstarter, insieme a Austria, Belgio, Lussemburgo e Svizzera. Ma come funziona la piattaforma? Gli utenti interessati possono presentare il proprio progetto all’interno di una delle 15 categorie disponibili, dal giornalismo alle nuove tecnologie, segnalando in particolare la durata della campagna e l’obiettivo economico che deve essere raggiunto. Anche i donatori possono avere dei vantaggi, incassando un reward, cioè un premio, a seconda della quota versata. Se l’iniziativa va a buon fine la cifra verrà devoluta al creatore, mentre alla società andrà il 5% della commissione su tutti i fondi.

 

Per approfondire: Finanziamenti in Rete: crowdfunding o crowdlending? 

ITALIANI E INNOVAZIONE TECNOLOGICA: BINOMIO VINCENTE

La presenza italiana è stata già molto forte negli anni passati: gli investitori hanno infatti versato l’equivalente di 4,4 milioni di dollari, di cui tre solo nel 2014, segno che l’interesse del Belpaese per l’innovazione tecnologica cresce sempre di più. Il nostro modello di finanziamento, e in generale il crowdfunding, è molto familiare sia ai creativi italiani che, in generale, alla popolazione. In fondo, non è forse quello che si faceva nel corso del vostro straordinario Rinascimento, penso per esempio ai Medici di Firenze? Certo, internet ha trasformato questo meccanismo di mecenatismo portandolo nella contemporaneità e allargandone la base, prima riservata a un signore o un sovrano. Ma chi lavora nell’ambito culturale lo conosce bene. Specialmente gli italiani”, è stato il commento del Ceo, Yancey Strickler.


NON SOLO KICKSTARTER: EPPELA, KAPIPAL ED EQUITY CROWDFUNDING

Kickstarter è il fiore all’occhiello di un tipo di finanza alternativa, quella del crowdfunding, sempre più scelta dalle startup e dai giovani imprenditori per realizzare i propri progetti, prima ancora di lanciarli sul mercato. Ma non è di certo l’unico. Nella lunga lista di piattaforme di questo tipo ce ne sono anche alcune tutte Made in Italy.

Eppela, per esempio, permette di lanciare campagne per progetti relativi a arte, cultura e economia. Nel 2009 è stata invece fondata Kapipal, già multilingue e dedicata a qualsiasi tipo di settore. A queste si aggiungono le piattaforme di equity crowdfunding, processo con cui più persone conferiscono somme di denaro per la realizzazione di progetti imprenditoriali, ricevendo in cambio un vero e proprio titolo di partecipazione alla società e diventandone soci a tutti gli effetti.