L’Head of sales planning, development & operations di Sorgenia: “Il piano del governo per l’installazione gratuita degli impianti fotovoltaici in favore dei nuclei familiari con redditi bassi è un’iniziativa a cui aderiamo con convinzione, ha un valore che va oltre i nostri obiettivi di business”
“La nostra partecipazione come soggetti realizzatori all’iniziativa del Reddito energetico va oltre le esigenze e gli obiettivi di business di Sorgenia. Abbiamo aderito perché vogliamo mettere la nostra esperienza e il nostro know-how a disposizione di un obiettivo che guarda alla sostenibilità ambientale e ha anche un intento sociale”.
Così Andrea Zara, Head of Sales Planning, Development & Operations di Sorgenia spiega le motivazioni che hanno spinto l’azienda a far parte del gruppo di operatori a cui i cittadini con ISEE inferiore a 15mila euro (o a 30mila se nel nucleo familiare ci sono più di quattro figli) potranno rivolgersi per installare a costo zero un impianto fotovoltaico per autoconsumo nella loro abitazione.
A stanziare il fondo – con una dotazione complessiva di 200 milioni di euro per il 2024 e 2025, 80 al Sud e 20 al Nord per ognuno dei due anni – e a metterlo nelle mani del GSE, il gestore nazionale per i servizi energetici, è stato il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica con il decreto ministeriale dell’8 agosto 2023. E Sorgenia ha deciso di aderire dal primo momento, come spiega Zara.
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Andrea, come è andata nel 2024 e cosa prevede per il 2025?
Abbiamo voluto da subito metterci a disposizione dei cittadini che vogliono sfruttare questa possibilità, nonostante all’inizio le procedure fossero complicate e richiedessero un grande impegno e le poche certezze tipiche di un progetto ancora soltanto sulla carta, che doveva misurarsi con la realtà. Non tutte le grandi utilities hanno aderito all’iniziativa, ma per noi si è trattato di una scelta convinta. Per il 2024 abbiamo presentato richieste che dovrebbero portarci a realizzare circa un centinaio di impianti: proprio in questi giorni stanno partendo le prime installazioni.
Ci spiega in sintesi come funziona il reddito energetico?
La misura si rivolge a individui e famiglie che appartengono alle due fasce più basse dell’attestazione ISEE, consentendo loro la riqualificazione energetica dell’abitazione grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico per l’autoconsumo. Chi è in regola con questi requisiti e ha una casa di proprietà può presentare la richiesta attraverso il portale GSE o rivolgendosi direttamente al soggetto installatore che preferisce, e non dovrebbe spendere nemmeno un euro di tasca propria per la realizzazione dell’impianto, dal momento che il reddito energetico finanzia integralmente l’installazione, l’allaccio e anche l’assicurazione. Per il 2024 non abbiamo chiesto un euro in più a nessuno, proprio per rispettare lo spirito dell’iniziativa, anche a costo, a volte, di sacrificare i nostri margini. Una volta inserita la richiesta e prenotati i fondi, il GSE si prende un po’ di tempo per verificare i requisiti, esaminando le pratiche una per una. Proprio in questi giorni stiamo ricevendo le ultime autorizzazioni per il 2024, e siamo pronti a partire.
Qual è il valore aggiunto di affidarsi a Sorgenia?
Il reddito energetico prevede che il soggetto realizzatore si incarichi di tutta la procedura, sollevando l’utente finale da adempimenti burocratici. In questo quadro affidarsi a Sorgenia vuol dire scegliere un’azienda che è in grado di seguire tutto l’iter end-to-end, senza delegare nulla a terzi dalla progettazione alla presentazione della domanda, compresi sopralluoghi e verifiche tecniche. E anche per la fase esecutiva i nostri installatori sono scelti con cura, per dare la garanzia di lavori a regola d’arte. Questo mette l’utente al sicuro dal rischio che qualcosa possa andare storto e che ci si possa trovare nella condizione di vedersi bocciare una pratica con lavori che a possono arrivare a costare anche 10mila euro, un’occasione d’oro per riqualificare la propria abitazione.
Come valuta l’esperienza che avete fatto finora?
Per noi è stato un esperimento positivo, nonostante qualche complessità. Credo che possa essere, una volta completato questo primo ciclo biennale, un punto di partenza per altre iniziative dello stesso tipo da programmare in futuro. Credo che sarebbe interessante, in sostanza, pensare a estendere il beneficio anche a fasce ISEE più alte, ovviamente con proporzionalità. Sarebbe una misura che potrebbe aiutare a mitigare gli effetti negativi sul settore dovuti dovuti al ridimensionamento degli incentivi fiscali, spingendo contemporaneamente sull’efficientamento energetico delle case e sulla transizione energetica. Si tratterebbe, in sostanza, di dare nuovo sprint alla realizzazione di impianti privati, che hanno subito un rallentamento.
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