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Split payment: ecco sanzioni e rimborsi per i liberi professionisti

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L’Agenzia delle Entrate chiarisce gli adempimenti per chi deve emettere fattura per la Pubblica Amministrazione. Moratoria per le violazioni compiute entro il 13 aprile 2015

Le aziende fornitrici delle PA non dovranno pagare multe in caso di infrazioni alle norme che regolano il cosiddetto split payment, ma solo se avvenute tra il 1° gennaio e il 13 aprile 2015. È quanto precisato dalla circolare 15/E del 2015 con la quale l’Agenzia delle Entrate chiarisce tutti gli adempimenti a carico delle Pmi che forniscono beni e servizi alla Pubblica Amministrazione.

Ricordiamo che secondo il nuovo meccanismo, previsto dalla Legge di Stabilità al fine di combattere l’evasione fiscale, a partire dal 2015 le PA verseranno l’IVA per le forniture da aziende private direttamente all'Erario.

La moratoria riguarda le sanzioni previste non solo per omesso o ritardato pagamento dell’IVA ma anche in caso di erronea fatturazione. Le imprese fornitrici sono tenute infatti a indicare tutte le operazioni soggette a “scissione dei pagamenti”, evidenziando l’aliquota applicata e l’ammontare dell’imposta.

 

Leggi anche: Split payment, come funziona e quali conseguenze per le pmi?

 

CAMBIA IL MECCANISMO DEI RIMBORSI

 

Una delle ricadute più significative dello split payment è il verificarsi nella maggior parte dei casi di un’eccedenza di IVA detraibile che non viene incassata subito dall’azienda. Si tratta di un ammanco di liquidità a carico delle PMI che uno studio di Confartigianato ha calcolato in oltre 200 milioni di euro all’anno.

Proprio per limitare gli effetti finanziari negativi di questo processo, è stata modificata la disciplina dei rimborsi, che prevede un’erogazione veloce sulla base dell’aliquota media,almeno su una parte degli importi dovuti.

Le richieste potranno essere inoltrate compilando l’apposito modello IVA TR scaricabile direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Se l’impresa contribuente non possiede i requisiti per chiedere il rimborso con il presupposto dell’aliquota media - precisa la circolare 15/E 2015 - può farne ugualmente richiesta, anche se in questo caso l’erogazione non seguirà la via prioritaria.

 

ESCLUSIONI DALLO SPLIT PAYMENT

 

L’Agenzia delle Entrate chiarisce inoltre che lo split payment non si applica in determinati casi, come ad esempio quando l’impresa fornitrice, o più spesso il singolo professionista, si avvale di un Regime dei Minimi, con un volume d’affari che non superi quindi i 30mila euro all’anno. L’obbligo al nuovo meccanismo è escluso anche nel caso di artigiani e professioni che applichino Ritenuta di acconto.

 

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