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Scala dei Turchi, mareggiate e maltempo insidiano la scogliera

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La parete rocciosa in provincia di Agrigento, che aspira a diventare patrimonio dell’umanità Unesco, chiusa per tre mesi per motivi di sicurezza. Cresce l’allarme sulla tenuta della marna

Rimarrà chiusa almeno fino ad aprile la Scala dei Turchi, parete rocciosa a picco sul mare che sorge nel Comune di Realmonte, in provincia di Agrigento. A disporlo è stato il sindaco di Realmonte, Lillo Zicari, in modo che venissero effettuate tutte le verifiche di sicurezza e che si potesse adottare ogni misura possibile per la tutela di questo suggestivo scorcio di costa.
L’area, celebrata da Andrea Camilleri nei suoi romanzi sul commissario Montalbano, è caratterizzata dal colore bianco e dalla forma a piccole terrazze (da qui il nome di “scala”) della marna di cui è composta, una roccia di origine sedimentaria e calcarea modellata nei secoli dall’acqua del mare, dalle piogge e dal vento.
Proprio alla fine del 2019 l’assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per l’avvio delle procedure di candidatura dell’area a patrimonio dell’umanità Unesco.

LE ORIGINI DEL NOME

Il promontorio divide due spiagge di sabbia bianca e fine, e per arrivare alla sua cima c’è da percorrere una lunga scalinata di roccia calcarea. Il riferimento ai turchi nel nome deriva dal fatto che si narra i pirati saraceni (chiamati “turchi” dagli abitanti del luogo) trovassero riparo proprio in quest’area tra una scorreria e l’altra. Secondo le storie tramandate nel corso del tempo i pirati non avrebbero soltanto attaccato le imbarcazioni, ma si sarebbero anche avventurati all’interno per depredare i centri abitati della zona, tra i quali anche la cittadina di Realmonte.

LA MARNA “SFREGIATA” CON UNA SERIE DI BUCHI

A lanciare l’allarme è stata l’associazione Mareamico, i cui volontari alla fine di dicembre hanno documentato con video e fotografie un fatto anomalo e particolarmente grave: una serie di buchi che sfregiavano la scogliera. “Abbiamo rilevato una lunga serie di fori, paralleli e prossimi alla linea di intersezione tra le sabbie e la roccia sedimentaria che costituisce la gradonata della Scala dei Turchi - affermano i volontari - proprio all’entrata del notissimo sito, che è annoverato tra le più belle opere d’arte naturali del mondo, candidata ad essere patrimonio dell’umanità. Fori verticali, tutti uguali, del diametro di 3 cm e della profondità compresa tra 3 e 5 cm”. Pochi giorni dopo, la stessa associazione ha constatato che i buchi erano stati ricoperti “in maniera assai artigianale”, anche in questo caso non si sa bene da chi, e ha chiesto che l’area venga sorvegliata per evitare ulteriori danni.

LA CHIUSURA DELL’AREA

Al di là della questione di buchi sulla marna e delle preoccupazioni che hanno destato, il 9 gennaio è arrivata la decisione del sindaco di Realmonte, di disporre la chiusura dell’area a tutela della pubblica incolumità. A causare questo provvedimento, che avrà la durata di tre mesi, sono stati i crolli che si erano registrati in un’area del versante Ovest della scogliera e le osservazioni in questo senso dell’autorità bacino; della questione si stanno occupando anche la Regione, la Prefettura e gli Enti per la tutela del territorio.

I RISCHI DI SBRICIOLAMENTO

L’allarme sullo sbriciolamento e sul distacco delle rocce a causa di maltempo e mareggiate era stato lanciato dalla stessa associazione Mareamico, e aveva avuto come conseguenza l’apertura di un’inchiesta della procura di Agrigento a metà del mese di dicembre 2019. “L’eccessiva cementificazione tutto intorno ha modificato il normale deflusso delle acque meteoriche e poi l’esagerata frequentazione dei luoghi ha fatto il resto - afferma il responsabile dell’associazione, Claudio Lombardo - Ormai sono anni che documentiamo l’abbandono di questo luogo. Urge una programmazione e una seria gestione del sito con il contingentamento delle presenze”.

LA SCALA DEI TURCHI AL CINEMA

Le bellezze naturali di questo angolo di Sicilia hanno ispirato diversi registi, che hanno portato le loro macchine da presa e i loro cast sul promontorio bianco della scala dei turchi. Due esempi su tutti riguardano due artisti siciliani. Il primo in ordine di tempo è Giuseppe Tornatore, che girò proprio alla scala dei turchi alcune scene di Malèna, il film con Maria Grazia Cucinotta uscito nel 2000 e ambientato in Sicilia.

In tempi più recenti, nel 2016, arriva alla Scala dei turchi anche il set di “In guerra per amore” di Pif.