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Salvare la Terra: i ragazzi accettano la sfida

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I risultati della survey nata dalla collaborazione tra Skuola.net e Sorgenia: le scelte dei giovani tra i 10 e i 25 anni sono orientate alla difesa dell’ambiente e alla sostenibilità

La salute del pianeta è una preoccupazione molto diffusa tra i giovani: il 96% si pone il problema, e una larghissima maggioranza è impegnata in prima persona con i propri comportamenti improntati alla sostenibilità. È la fotografia che emerge da una ricerca realizzata da Skuola.net e Sorgenia su un campione di 3mila e 500 ragazzi tra i 10 e i 25 anni. Lo studio evidenzia che tra le scelte “green” delle nuove generazioni ci sono l’uso dei trasporti pubblici e dei mezzi elettrici, l’attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, la convinzione che utilizzare le fonti di energia rinnovabili possa contribuire a contenere l’inquinamento, e quella che le abitudini alimentari possano essere modificate per fare in modo che abbiano un impatto minore sulla salute del pianeta. Una consapevolezza che porta con sé la volontà di agire e di mettersi in discussione con nuove abitudini e nuovi stili di vita più orientati al “green”, per contrastare l’esaurimento delle risorse naturali.

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Foto: Alexandros Michailidis

LE PREOCCUPAZIONI DEI GIOVANI SU AMBIENTE E FUTURO

Dai risultati della ricerca emerge che il 54% dei giovani non ha ancora individuato una soluzione al problema che possa essere realizzata nell’immediato, mentre il 36% rimane fiducioso nonostante la preoccupazione, e una minima parte, che corrisponde al 6% del campione, ritiene in qualche modo l’allarme esagerato, pensando che la situazione sia invece sotto controllo.

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AZIONI IN DIFESA DELL’AMBIENTE

Proprio dalla preoccupazione abbastanza generalizzata derivano una serie di comportamenti virtuosi orientati alla difesa dell’ambiente: nonostante i giovani pensino - infatti - che il problema sia particolarmente complesso, si mostrano pronti ad accettare la sfida e a mettere in campo ogni contromisura possibile, partendo proprio dai comportamenti di ogni giorno. Un impegno che in nove su dieci giudicano sufficiente, mentre quasi la metà, il 48% giudica “buono” il proprio impegno per l’ambiente è il 14% mette su questa voce della propria personale pagella il giudizio “ottimo”.
Passando in rassegna i comportamenti virtuosi più diffusi tra i giovani, uno su quattro si dice impegnato nella raccolta differenziata dei rifiuti, a limitare l’utilizzo della plastica, a fare attenzione a non sprecare energia né acqua, e a comprare valutando l’impatto ambientale di ciò che si acquista. Comportamenti e abitudini che - presi singolarmente - sono comuni a quasi tutti gli intervistati, con una prevalenza della differenziazione dei rifiuti e della limitazione dell’utilizzo di plastiche.

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I PICCOLI GESTI QUOTIDIANI PER LA SOSTENIBILITÀ

Le scelte sostenibili dei ragazzi si estendono poi anche a una serie di attività quotidiane che possono contribuire al benessere del pianeta per il loro contenuto impatto sull’ambiente: in questo gruppo rientra ad esempio l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici invece di quelli privati, che contribuisce a diminuire l’inquinamento atmosferico.
Passando al capitolo energia, per sette giovani su dieci si dovrebbe utilizzare esclusivamente quella prodotta da forti rinnovabili. A pensare che le fonti “tradizionali” siano preferibili per efficienza, nonostante le rinnovabili siano utili, è il 13% del campione, mentre un 4% non è affatto convinto dall’utilità di eolico e fotovoltaico.
Tra le nuove generazioni è passato anche il messaggio che le abitudini alimentari sono estremamente importanti per la sostenibilità: così un ragazzo su due è convinto che sia più rispettoso dell’ambiente acquistare i generi alimentari direttamente dai produttori, contadini o allevatori, mentre lo “zoccolo duro” di chi pensa che le abitudini alimentari siano ininfluenti sull’ambiente è composto dall’8% del campione.

LE CITTÀ DEL FUTURO

Quando si tratta poi di immaginare le città del futuro, le differenze tra le fasce di età sono considerevoli. Se in media i due terzi del campione non vede cambiamenti apprezzabili tra i centri urbani di oggi e quelli dei prossimi anni, i ragazzi con meno di 14 anni sono quelli più ottimisti, e nel 60% dei casi immaginano che nei prossimi dieci anni arriveremo a una diffusione capillare dei pannelli fotovoltaici e a edifici sempre più “green”, come veri e propri boschi verticali.

QUALI SONO STATE LE FONTI CHE HANNO AIUTATO I RAGAZZI A SVILUPPARE QUESTE CONSAPEVOLEZZE?

Nell’80% dei casi, emerge dalla ricerca, i giovani si sono informati utilizzando strumenti digitali. Nello specifico, il 48% attraverso le informazioni trovate attraverso i motori di ricerca sul web o i social network, e il 30% grazie a documentari o serie Tv in streaming. Soltanto il 14% ha appreso le informazioni attraverso canali analogici come giornali o riviste specializzate, e uno su dieci è stato sensibilizzato dai propri insegnanti o in famiglia.

I “VIP” DI RIFERIMENTO SUI TEMI AMBIENTALI

Quanto ai punti di riferimento per i giovani in questa loro attenzione all’ambiente e alla sostenibilità, il modello per più di 4 su 10 è Greta Thunberg, seguita a distanza da Leonardo Di Caprio con il suo 16%.
Da quest’anno la scuola avrà la possibilità di guadagnare terreno, dal momento che l’educazione alla sostenibilità è stata inserita per la prima volta come uno dei tre cardini dell’educazione civica. Per affiancare i docenti in questo nuovo compito Sorgenia che, in partnership con Parole O_Stili, ha messo a punto un progetto di educazione alla sostenibilità nelle scuole, con percorsi didattici su misura dedicati agli insegnanti. Del programma fanno parte anche venti borse di studio per future le matricole che sceglieranno un percorso universitario focalizzato sui temi dell’ambiente: sarà possibile candidarsi attraverso il sito sorgenia.it/energiadeigiovani.