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Rifiuti, nel 2012 è cresciuta l’Italia del riciclo

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Secondo il rapporto Fise Unire e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, l’industria del recupero ha migliorato le proprie performance. Ma ancora troppi scarti finiscono in discarica

Cresce l’industria del riciclo in Italia, ma ancora molto deve essere fatto per una corretta gestione dei rifiuti, che finiscono, per la maggior parte, in discarica. È questa la fotografia scattata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Fise Unire, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende che si occupano di recupero di scarti, nel quarto studio “L’Italia del riciclo”. I dati, che si riferiscono al 2012, mostrano luci ed ombre di questo settore, che è strategico per la ripresa dell’economia del Paese.

 

Nonostante l’impatto della crisi sui mercati internazionali e sui consumi, l’industria del riciclo continua a crescere e a sostenere altri settori produttivi, in primis la siderurgia, il tessile, la carta ed il vetro. Il recupero degli imballaggi ha infatti registrato una crescita complessiva pari al 2% rispetto al 2011. Il che attesta la capacità di tenuta del settore, con punte di eccellenza nei comparti tradizionali, quali la carta, che fa registrare un + 84% di materiale riutilizzato, l’acciaio (+75%) e il vetro (+71%). Ma un miglioramento decisivo è stato segnalato anche da filiere diverse, come il tessile, cresciuto del 20% rispetto al 2010, e la frazione organica.

 

L’Italia ha inoltre raggiunto il primato europeo per il reimpiego di materiali ottenuti dalla demolizione dei veicoli a fine vita e il secondo posto per il loro riciclo. Tuttavia, rispetto agli altri Paesi comunitari è stato riscontrato un pesante ritardo per quel che riguarda il conferimento dei rifiuti in discarica, che in alcuni Regioni raggiunge punte dell’80%. In Austria, Belgio, Danimarca, Germania e Paesi Bassi, invece, una quota significativa di scarti urbani è destinata oltre che al riciclo al recupero energetico, ed ormai non ricorrono più al loro trattamento in questo tipo di siti.

 

Tuttavia, la strada da percorrere per realizzare nel Belpaese una “società del riciclo” è ancora lunga. Per raggiungere obiettivi più ambiziosi, come si legge nel report, occorrono regole più chiare e applicabili, e soprattutto condizioni omogenee e ragionevoli tempi di rilascio delle autorizzazioni ambientali. “Bisogna sostenere serie politiche per lo sviluppo del riciclo dei rifiuti per renderlo effettivamente competitivo in tutte le filiere”, ha commentato Edo Ronchi nel corso del suo discorso di presentazione dei dati. Il quale ha poi aggiunto che “per raggiungere questi obiettivi il Governo deve prevedere idonei strumenti economici, che valorizzino l’utilizzo di impianti di recupero, disincentivando lo smaltimento in discarica”.