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Pmi, bene la crescita delle aziende nelle Zone Franche Urbane

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A due anni dal lancio dell’iniziativa, il Mise fa il punto della situazione dello sviluppo imprenditoriale in questi territori: concesse agevolazioni per 600 milioni di euro

Sono state quasi 25mila le imprese che nel corso degli ultimi due anni sono state interessate dalle misure agevolative delle cosiddette Zone Franche Urbane (ZFU), per un totale di 605 milioni di euro messi a loro disposizione per migliorarne la crescita e aumentarne la competitività. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal primo rapporto sugli incentivi e i contributi destinati alle pmi localizzate all’interno delle ZFU e che sono stati resi noti dal Ministero dello Sviluppo economico a poco più di un anno dall’adozione dei provvedimenti che ne hanno esteso l’ambito di applicazione anche alle cosiddette Regioni convergenza.

 

L’ORIGINE FRANCESE DELL’ESPERIENZA DELLE ZONE FRANCHE URBANE

Le Zone Franche Urbane, nate sul modello francese delle Zones Franches Urbaines lanciato già nel 1996 in più di 100 quartieri, sono aree infracomunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e medie imprese. L’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo economico e sociale di queste aree. In Italia il progetto è stato inaugurato due anni fa nel territorio del Comune di L’Aquila, come stabilito dalla legge finanziaria 2007.

 

LE AGEVOLAZIONI: ESENZIONE IMPOSTA SUI REDDITI, IMU E IRAP

La loro perimetrazione non è vincolata ai confini amministrativi, bensì deriva dall’aggregazione di singole sezioni censuarie in modo da permettere una precisa delimitazione della zona svantaggiata. Le agevolazioni fiscali a disposizione consistono per legge nell’esenzione all’imposta sui redditi, dall’Irap, dall’Imu e dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Il tetto massimo riconosciuto è di 200mila euro e di 100mila per le aziende del settore trasporto su strada. Per usufruire degli incentivi, per ogni regione è stato varato un decreto che stabilisce le modalità e i tempi di invio delle domande.

AGEVOLAZIONI PER 600 MILIONI DI EURO: BENE LA SICILIA E LA CAMPANIA

Nel rapporto si ricorda che possono accedere agli incentivi le micro imprese che abbiano meno di 10 occupati e un fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro, e le piccole imprese con meno di 50 occupati e un fatturato annuo inferiore ai 10 milioni di euro. Negli ultimi due anni sono stati 600 i milioni concessi, ma su scala nazionale, secondo il report, la percentuale di fruizione è ferma al 20%, mentre il 37% dei beneficiari non le ha sfruttate neanche in parte.

Per il finanziamento degli incentivi sono state utilizzate risorse nazionali, provenienti per gran parte dalla terza riprogrammazone del Piano di Azione e Coesione, e regionali. La maggior parte di queste sono andate alle imprese della Sicilia, seguite da quelle della provincia di Carbonia Iglesias, in Sardegna, e della Campania. Per quanto riguarda i settori di attività, ad essere agevolate sono state in tutte le ZFU le imprese di costruzione di edifici residenziali e non e quelle dedite alla ristorazione.

 

BENE LA GOVERNANCE E I TEMPI DI AGEVOLAZIONE

Tra gli aspetti positivi dell’esperienza delle Zone Franche Urbane, sottolinea il Mise, c’è anche la governance dell’intervento, costituita da istituzioni centrali e periferiche, tra cui, oltre allo stesso Ministero, anche il Cipe. A promuovere l’intervento agevolati ha contribuito anche l’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani. Bene anche la velocità con cui sono state concesse le agevolazioni. La riduzione dei tempi è stata resa possibile anche dall’introduzione di una apposita piattaforma online per la presentazione delle istanze.