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“Più risorse e strumenti al Ministero dell’Ambiente”

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Il neo Ministro Andrea Orlando illustra le linee guida del suo mandato: rinnovo della detrazione del 55% e riforma della fiscalità ambientale tra gli interventi

Abbattimento delle emissioni di gas serra, spazio alle energie rinnovabili e stop alla diminuzione di risorse e strumenti riservati al settore ambientale. Queste, in sintesi, le linee guida programmatiche che Andrea Orlando, neo ministro dell’Ambiente, ha illustrato alla omonima Commissione alla Camera per la pianificazione degli interventi che verranno attuati dal Dicastero nel corso della legislatura. Attenzione particolare sarà destinata anche alla gestione delle emergenze, con un occhio particolare a quella dei rifiuti, che preoccupa un numero sempre più elevato di regioni, dal Lazio alla Calabria, dalla Campania alla Sicilia, e alla difesa del suolo.

Ma il vero cambiamento di rotta nel prossimo quinquennio può avvenire soltanto, secondo Orlando, se si riuscirà ad invertire la tendenza, in atto da almeno dieci anni, ad una “sistematica spoliazione delle risorse del Ministero dell’Ambiente”. Basti pensare che dal 2003 a oggi sono diminuite del 70% le dotazioni annuali di bilancio e del 50% per quel che riguarda il personale. Una situazione inaccettabile, vista la mole di sfide che il nuovo governo intende portare avanti a favore della sostenibilità e della green economy come nuovo volano per la ripresa del Paese.

L’ambiente è una priorità economica e sociale dell’azione di questo esecutivo – ha dichiarato Orlando-, al pari delle misure per la qualità della democrazia e il funzionamento delle istituzioni. Pertanto, il tema dello sviluppo sostenibile non può essere inteso semplicemente come un’area o un settore della sua attività, o ancora come una semplice voce delle politiche di coesione buona per raggranellare finanziamenti europei”. In primis deve essere rafforzata la strategia “Europa 20”, con investimenti più efficaci nell'istruzione, la ricerca e l'innovazione, con l’obiettivo di vincere la lotta ai cambiamenti climatici e puntare sulla ricerca della sostenibilità energetica.

Tre sono le grandi “opzioni strategiche” che l’Italia ha di fronte  e che deve impegnarsi a perseguire: la progressiva modifica del modello di sviluppo verso la green economy, la riconversione energetica e la tutela della biodiversità. In tal senso, tra i primi provvedimenti che dovranno essere approvati, c’è quello della delega per la riforma della fiscalità ambientale, che dovrà assicurare maggiori investimenti a favore di tecnologie più efficienti dal punto di vista ambientale. In più, lo strumento efficace della detrazione del 55% per ristrutturazioni a finalità ambientali, che scade il prossimo giugno, “non può essere messo in discussione ogni anno, ma deve essere reso permanente ed esteso all'adeguamento alle norme antisismiche”.

Ma le priorità legislative sono anche altre. In primo luogo c’è bisogno di un intervento normativo urgente per quel che riguarda l’acqua, dando vita ad un Piano nazionale di tutela e gestione della risorsa idrica. Occorre, inoltre, porre dei limiti al consumo di suolo nel Paese, puntando sulla trasformazione del tessuto urbano esistente e non sulla realizzazione di nuove di nuove edificazioni. Infine, attenzione ai delitti ambientali: da questo punto di vista, la proposta di Orlando è di destinare una parte dei proventi della criminalità, recuperati dallo Stato, a interventi di ripristino del territorio devastato dalle organizzazioni illecite.