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Piano Juncker: dall’Ue 315 miliardi di euro per crescita e occupazione

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Saranno disponibili da ottobre le risorse messe a disposizione delle aziende comunitarie per aiutare gli investimenti. Ruolo centrale delle banche promozionali nazionali

Saranno disponibili dal prossimo ottobre i 315 miliardi di euro messi a disposizione dalla Commissione europea per il triennio 2015-2017 a sostegno della crescita e dell’occupazione nel Vecchio Continente, mentre lo sblocco delle prime risorse in favore delle pmi è già avvenuto con il supporto delle banche locali. Tali investimenti rientrano nel cosiddetto Piano Juncker, che nelle intenzioni dei promotori dovrebbe in questo modo portare alla formazione di oltre un milione di posti di lavoro nei prossimi tre anni.

 

FONDO UE PER GLI INVESTIMENTI STRATEGICI: IL RUOLO DELL’ITALIA

Come ha sottolineato il presidente dell’Esecutivo Ue Jean-Claude Juncker, che ha dato il suo nome al progetto, “abbiamo bisogno di un piano come quello che stiamo presentando ora, perché in tutti i paesi dell’Unione c‘è stato un vero crollo degli investimenti. Quelli privati ad esempio in Germania sono scesi del 52% tra il 1991 e il 2013”. Già 9 Paesi hanno annunciato la partecipazione al Fondo europeo per gli investimenti strategici, che rappresenta il motore dell’intero piano, di cui 16 miliardi arrivano dal bilancio Ue e altri 5 dalla Bei. L’Italia vi ha contribuito con 8 miliardi di euro attraverso la Cassa depositi e prestiti.

 

LE PROTAGONISTE SONO LE BANCHE PROMOZIONALI CENTRALI

Il fondo Efsi partirà con una dote di 21 miliardi di euro in garanzie, ma stime prudenti indicano che se ne può ricavare un effetto moltiplicatore da 1 a 15. Una comunicazione lanciata dalla Commissione chiarisce il ruolo delle banche promozionali a favore del piano di investimenti, attraverso cui vi partecipano i vari Stati, precisando anche il perimetro entro il quale tali banche possono operare per rimanere classificate come soggetti esterni alla contabiltà pubblica, pur essendo di proprietà prevalentemente statale.

Secondo il Commissario Pierre Moscovici responsabile per gli affari economici e finanziari, le tasse e le dogane, “la sinergia tra strumenti europei e nazionali sarà essenziale per cominciare rapidamente a colmare i gap di investimenti che stanno fronteggiando le nostre economie. Per far sì che questo accada siamo convinti che una rete ben strutturata di banche di promozione nazionale possa giocare un ruolo chiave e complementare rispetto alla Bei”.

FINANZIAMENTI PER PMI, SETTORE ENERGETICO E INNOVAZIONE

A disposizione di imprese e imprenditori è stato anche lanciato un portale europeo dedicato al Piano Juncker, che specifica il ruolo dei vari soggetti e i criteri di selezione dei progetti finanziabili.  Il grosso dei finanziamenti, circa 240 miliardi di euro, andrà a coprire settori strategici per l’agenda comunitaria, come energia, trasporti, banda larga, educazione, ricerca e innovazione. 75 miliardi di euro sono messi a disposizione delle piccole e medie imprese, erogati attraverso le banche che vi aderiranno. Tutti i progetti, infatti, passano sempre attraverso intermediari bancari.