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Passive House, è in Germania il quartiere più all'avanguardia

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Si tratta di un'area di 116 ettari con abitazioni a impatto zero pensate per consumare poca energia elettrica. Anche in Italia non mancano le costruzioni efficienti

Il più grande progetto europeo di Passive House ha raggiunto gli obiettivi di efficienza energetica. Si tratta del distretto di Bahnstadt ad Heidelberg in Germania, il quartiere di circa 116 ettari che richiede pochissima energia per i propri sistemi di riscaldamento e raffreddamento.

 

IL QUARTIERE DEL FUTURO

Il quartiere tedesco è stato sviluppato da architetti, progettisti e imprese di costruzione. Sorge in un'area che precedentemente ospitava la stazione ferroviaria, trasformata in una zona prevalentemente residenziale con uffici, un asilo nido e diversi progetti in cantiere che porteranno alla costruzione di una scuola, negozi, cinema e un centro di aggregazione sociale.

 

IL MONITORAGGIO

L'intera area è stata sottoposta a un monitoraggio di valutazione per l'efficienza energetica. Dai primi dati è emerso che nel 2014 il consumo medio delle 1260 unità abitative presenti è stato di 14,9kWh, che paragonati ai consumi delle costruzioni tradizionali genera un risparmio dell'80%.

Le letture sono state fatte mensilmente sulla base del consumo totale di calore nella varie abitazioni. 

I risultati sono incoraggianti e dimostrano che gli sforzi del Comune di Heideldberg nella costruzione del quartiere sono stati ripagati. Inoltre, per il futuro si stimano consumi ulteriormente minori grazie anche all'utilizzo corretto delle fonti energetiche da parte degli abitanti.

 

CASE PASSIVE

Le case passive sono pensate e strutturate in modo tale che il caldo generato dagli elettrodomestici e dalle persone, più quello dei raggi solari provenienti dall'esterno, sia in grado di compensare il raffreddamento dell'edificio durante la stagione fredda. Viceversa in estate, quando gli interni devono mantenere temperature fresche. 

 

EFFICIENZA ENERGETICA

Questo tipo di modello edilizio è nato in Svezia negli anni Ottanta con l'obiettivo di realizzare edifici a impatto zero. I requisiti della case passive sono essenzialmente tre: efficienza energetica, risparmio e comfort.

Per far sì che si raggiungano queste condizioni è necessario che le abitazioni siano dotate di un impianto di areazione efficiente e isolate al punto giusto per minimizzare le perdite di calore attraverso le pareti esterne. Inoltre, se il fabbisogno energetico della casa è molto basso si possono eliminare anche i termosifoni oppure installare i pannelli solari.

Sembrerebbe incredibile ma in questi edifici non c'è bisogno di aprire le finestre per cambiare l'aria, infatti, quella pulita non deve arrivare dall'esterno ma dal sistema di ventilazione senza che il calore interno venga disperso.

 

PASSIVE HAUSE: 30MILA CASI NEL MONDO, ANCHE IN ITALIA

In giro per il mondo si contano circa 30mila case passive, dislocate principalmente in Europa ma anche in Giappone, Canada e Stati Uniti.

In proposito, l'Ue ha attuato una direttiva secondo la quale tutti gli edifici di nuova costruzione devono essere a impatto prossimo allo zero entro il 2020.

Nel 2012 in Svezia è stato aperto il primo centro sportivo efficiente che ospita gli appassionati di tennis, sia in estate che in inverno la temperatura media è di 18 gradi con consumi bassissimi e uno speciale sistema di ventilazione.

 

In Italia invece queste abitazioni si contano sulle dita di una mano tra Trentino Alto Adige, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto. Proprio a Verona si trova la prima “scuola passiva” già certificata che presenta un sistema di areazione innovativo e un fabbisogno energetico di 14kWh. In Trentino invece è stato costruito l'albergo più sostenibile del mondo a impatto minimo sull'ambiente grazie all'utilizzo di fonti energetiche alternative. 

 

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