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Paradiso a impatto zero: sul Mar Rosso la prima città senza emissioni

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Il progetto di El Gouna fu lanciato dal magnate Samih Sawiris. I ministeri dell’Ambiente egiziano e italiano hanno siglato un protocollo che azzera la CO2

Sarà la prima città di tutta l’Africa a dire addio alle emissioni di gas serra, senza rinunciare per questo a comfort e lusso. El Gouna, piccolo centro del Mar Rosso appena a nord della più celebre Hurghada, si candida a diventare il paradiso mondiale per gli amanti del mare, delle immersioni ma soprattutto del turismo sostenibile.

Tutto è iniziato alla fine degli anni Novanta grazie all’idea e al progetto di Samih Sawiris, presidente di Orascom Hotels & Development, che voleva “creare un paradiso dal deserto”. Il magnate egiziano scelse questa zona a ovest del Mar Rosso, dove il celeste delle acque cristalline si infrange sui colori più caldi delle altissime montagne che fanno da sfondo alla baia, per costruire la nuova cittadina di El Gouna.

Fin qui poco di nuovo. Se non fosse che, grazie agli sforzi di preservare l’ambiente naturale in cui sarebbe sorto il centro abitato, El Gouna è stata poi ufficialmente riconosciuta come la meta vacanze più sostenibile di tutto l’Egitto. Oggi la città vanta diversi programmi di tutela ambientale, ha vinto il Green Globe and Travelife Award ed è stata scelta per il progetto pilota Green Star Hotel Initiative, la rete egiziana di aziende impegnate nel turismo consapevole e sostenibile.

Il tema dello sfruttamento indiscriminato del suolo è infatti particolarmente vivo in Egitto, dove la crescita esponenziale dell’attività turistica è spesso avvenuta a discapito del territorio. Per questo è stata lanciata anche l’iniziativa di una sorta di “eco-etichetta” nazionale: uno standard ambientale al quale le principali aziende locali dovranno adeguarsi, se vorranno rimanere competitive in futuro.

Oltre ad avere – da 12 anni ormai – una associazione ambientalista cittadina, che si occupa della tutela dell’ecosistema terrestre e marino, El Gouna mette in campo periodicamente una serie di festival e campagne di sensibilizzazione tra cui l’Earth Day, celebrato ogni due anni. Molte anche le iniziative di carattere più pratico, come la messa al bando delle buste di plastica (sostituite con sacchetti di carta o altro materiale riciclato); la diffusione di secchi per la raccolta differenziata di vetro, carta, plastica e alluminio; l’installazione di sistemi di ormeggio a basso impatto sulla barriera corallina, per le numerose barche che svolgono attività di immersione.

El Gouna ha lanciato anche un progetto per la coltivazione biologica secondo standard internazionali, e per il recupero degli scarti alimentari degli hotel da utilizzare come cibo per gli animali oppure fertilizzanti.

Ma la città ha ancora una grande ambizione: quella di diventare il primo centro turistico d’Egitto, di tutta l’Africa e tra i pochissimi al mondo a impatto zero. Per questo, nell’ambito di un protocollo internazionale, i Ministri egiziani per gli Affari Ambientali e per il Turismo hanno firmato un accordo con il Ministero dell'Ambiente italiano e con Samih Sawiris, in qualità di rappresentante di El Gouna. Sul tavolo la realizzazione di un piano integrato di sviluppo territoriale, economico e sociale secondo i principi della sostenibilità.

 

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