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Orso polare a rischio estinzione: a minacciarlo è il climate change

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Secondo i risultati di uno studio dell’università di Toronto la specie rischia di scomparire tra meno di 80 anni. Petér Molnár: “Senza ghiaccio fanno fatica a trovare cibo e a nutrire i propri cuccioli”

“Gli orsi polari utilizzano il ghiaccio marino per cacciare le foche, e senza questa preziosa risorsa, i predatori sono costretti a vagare per lunghe distanze o a riva, dove fanno fatica a trovare cibo e a nutrire i cuccioli”. A parlare è Petér Molnár, assistant professor presso l’università di Toronto a Scarborough, nella provincia canadese dell’Ontario. L’attività di ricerca di Petér Molnár è focalizzata sull’impatto dei cambiamenti climatici e di altri mutamenti causati dall’uomo sull’ambiente, con un’attenzione particolare alle conseguenze dell’ambiente marino in via di scioglimento sugli orsi polari. A questo tema il ricercatore ha dedicato tra le altre cose la sua tesi di dottorato - “Modelling future impacts of climate change and harvest on the reproductive success of female polar bears” - realizzata per l’ateneo di Alberta e pubblicata nel 2009.

LE PREVISIONI DELLO STUDIO

L’ultima ricerca a cui ha partecipato, pubblicata recentemente da Science, prevede che se non si registrerà un’inversione di tendenza la popolazione di orsi polari potrebbe estinguersi in meno di 80 anni, entro il 2100; inoltre le condizioni ambientali già oggi mettono in serie difficoltà la specie, con alcune popolazioni che sarebbero già in situazioni limite e rischiano di non sopravvivere.

La previsione è stata stilata studiando i dati raccolti tra il 1976 e il 2016, ed effettuando una proiezione da qui alla fine del secolo. Il risultato è che, in presenza di alte emissioni di gas serra in atmosfera, la popolazione potrà sopravvivere a macchia di leopardo, fino a diventare estremamente difficile nel 2100. Ovviamente, stando ai risultati della ricerca, emissioni più contenute potrebbero contribuire a preservare l’habitat della specie e a garantirne una sopravvivenza più serena.

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L’ORSO BIANCO COME TERMOMETRO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

L’orso bianco diventa così, secondo lo studio, una sorta di “termometro vivente” dei cambiamenti climatici: “Gli orsi polari rientrano tra le specie a rischio di estinzione nell’elenco stilato dall'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) – spiega Petér Molnár - si trovano già in cima al mondo, senza ghiaccio non hanno più un habitat naturale. Il nostro lavoro rappresenta una stima delle tempistiche relative alla sopravvivenza di questa preziosa specie”.

STEVEN AMSTRUP: “I PIÙ MINACCIATI SONO GLI ESEMPLARI GIOVANI”

Secondo Steven Amstrup, che ha firmato la ricerca insieme a Molnár ed esponente della Polar Bears International, i modelli previsionali evidenziano che “gli esemplari più giovani sono esposti alle minacce più serie, perché le future mamme non avranno abbastanza grasso corporeo per produrre latte. Secondo i nostri risultati, in alcune aree dell’Artico questo fenomeno potrebbe già essersi verificato”.

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INVERTIRE LA ROTTA È ANCORA POSSIBILE

Il quadro d’insieme parla di un impegno per invertire la rotta che al momento purtroppo non è però ancora sufficiente: “Ma se le società e le nazioni del mondo unissero le forze potremmo salvare la specie - sottolinea Amstrup -, e i benefici sarebbero ovviamente anche a nostro vantaggio”. Gli fa eco, in conclusione, Molnár: “Se riuscissimo a rispettare gli accordi di Parigi e Montréal diverse popolazioni verranno perse comunque, ma possiamo e dobbiamo intervenire per arrestare questo declino”.