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Ora legale: risparmio energetico o calo di produttività?

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Nella notte tra il 28 e il 29 marzo 2015 sposteremo le lancette degli orologi avanti di un’ora per ridurre i consumi di energia elettrica: ecco i vantaggi e i rischi

Come ogni anno, sta per entrare in vigora l’ora legale in quasi tutto il mondo. In Italia, alle due di notte di domenica 29 marzo i nostri computer, smartphone e orologi “intelligenti” porteranno automaticamente le proprie lancette digitali avanti di un’ora. Per gli altri apparecchi, dovremo purtroppo ricordarci di farlo manualmente.

L’ora legale, adottata per la prima volta nel 1916 come misura di guerra e in via definitiva nel 1966, è stata ideata allo scopo di ottimizzare la luce naturale disponibile in base alle attività umane, riducendo i consumi in bolletta. Non tutti i Paesi però l’adottano e anche in Italia c’è chi vorrebbe abolirla.

 

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I NUMERI DEL RISPARMIO

Si stima che nel 2014 il ricorso all’ora legale abbia comportato per il nostro Paese un risparmio di ben 549,7 milioni di kilowattora, pari al consumo medio annuo di elettricità di circa 205 mila famiglie. Parlando in termini monetari, questo è stato di circa 90 milioni di euro.

Il vantaggio dunque è evidente. Basti pensare che, cumulando i margini realizzati nel corso degli anni, si arriva, dal 1996, anno in cui l’ora legale è entrata in vigore per tutti i Paesi dell’Unione Europea, al 2013, secondo dati di Assoelettrica, ad un totale di poco superiore ad un miliardo di euro.

Non tutti i mesi interessati all’ora legale comportano però lo stesso margine di risparmio energetico: questo è tanto maggiore quanto più è la luce naturale che si guadagna spostando le lancette dell’orologio. Perciò i mesi di aprile e ottobre, in cui il buio arriva prima la sera, sono quelli che ne beneficiano di più, a differenza di quelli estivi.

 

GLI EFFETTI NEGATIVI SULLA PRODUTTIVITÀ

Nonostante questi dati, circa la metà degli italiani continua a non essere d’accordo con l’utilizzo dell’ora legale e alcuni studi dimostrano come al risparmio energetico corrisponda un danno economico in termini di produttività.

La perdita di un’ora di sonno, infatti, benché avvenga sempre di domenica, può influire negativamente sui bioritmi delle persone per almeno una settimana. Alcuni risentono di questo mini effetto “jet lag” anche per un mese, con ripercussioni sulla qualità e quantità del lavoro.

Inoltre il risparmio energetico dovuto all’ora legale non riguarda tutti settori produttivi. L’agricoltura per esempio ne risente negativamente, dato che è nelle prime ore della mattina che è concentrato il lavoro nei campi ed è allora che serve più luce.

 

CURIOSITÀ: QUAL È L’OROLOGIO CHE PIÙ SPESSO CI DIMENTICHIAMO DI REGOLARE?

Sembra che sia l’orologio dell’automobile ad essere quello che gli italiani dimenticano più spesso di allineare all’ora legale, se si tratta di dispositivi non dotati di un sistema di aggiornamento automatico. Si mettono in macchina per recarsi in fretta al lavoro, si accorgono che l’ora che leggono sul cruscotto non è quella corretta, dovrebbero fermarsi ma rimandano a quando raggiungeranno il parcheggio dell’ufficio. Ma spesso si dimenticano e finiscono con l’adattarsi al “ritardo” della propria auto, almeno fino al ritorno dell’ora solare.

 

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