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Ora legale e ora solare, cosa cambia

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Dal 2021 potrebbe essere abolito il cambio dell’ora in Europa. Vantaggi, svantaggi, più luce e risparmio in bolletta. Vediamo nel dettaglio cosa accadrà

È stata da poco approvata l’abolizione del cambio dell’ora. La proposta, avanzata dalla Commissione Europea, è stata discussa direttamente a Strasburgo lo scorso 26 marzo. Però, per l’effettiva entrata in vigore il Parlamento Europeo ha annunciato che si dovrà attendere il 2021.  

Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo tutti i dispositivi di ultima generazione, automaticamente, andranno avanti di un’ora. Per chi dovrà farlo manualmente, le lancette andranno spostate dalle 02:00 alle 03:00.

Ci sarà il passaggio dall’ora solare all’ora legale e riguarderà tutta l’Europa. Per i Paesi che si trovano lungo il meridiano di Greenwich sarà tra l’una e le due, mentre per i Paesi dell’Est Europa tra le due e le quattro del mattino.

 

ABOLIZIONE DEL CAMBIO D’ORA, CHI È A FAVORE E CHI NO

A favore 410 voti, 192 contrari e 51 astenuti. Gli eurodeputati hanno approvato la risoluzione legislativa che vedrà la fine del cambio stagionale dell’ora. Ma non quest’anno.

I Paesi dell’UE che manterranno l’ora legale regoleranno gli orologi l’ultima domenica di marzo 2021, mentre quelli che manterranno l’ora solare sposteranno i dispositivi, per l’ultima volta, sul finire di ottobre 2021.

Lo “scontro” di voto ha visto l’Europa dividersi tra il Nord e il Sud. Paesi come la Finlandia, l’Austria e la Germania nei mesi estivi hanno molta luce fino a tarda ora. Questi infatti hanno chiesto l’abolizione, grazie anche ai sondaggi pubblici. Lo scorso anno, infatti, si era riunita una consultazione popolare in merito: su oltre quattro milioni di persone, l’84% si era espresso a favore dell’abolizione.

A seconda della latitudine, le ore di luce di giorno cambiano notevolmente. Ad esempio, a Helsinki, in Finlandia, nel mese di giugno il sole tramonta alle 22:48, mentre a Milano alle 20:48. La differenza si traduce nei costi effettivi per l’illuminazione degli edifici e per svariati servizi.

Grazie alla sua posizione, in Italia il cambio dell’ora risulta vantaggioso per due sostanziali punti. Con l’introduzione dell’ora legale, aumentano le ore di luce, di conseguenza, si hanno meno consumi elettrici per l’illuminazione. Inoltre, si abbatte la presenza di gas responsabili del cambiamento climatico e si hanno meno emissioni di CO2 nell’atmosfera, quindi si abbatte la presenza di gas responsabili del cambiamento climatico.  

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UNA CONVENZIONE CHE FA RISPARMIARE O NO?

Uno dei principali scopi dell’ora legale è il risparmio energetico. Tuttavia, nel corso degli anni, si è scoperto che i costi in bolletta sono andati progressivamente riducendosi perché l’energia elettrica non serve più solo all’illuminazione. Questa è la ragione del perché è stata richiesta l’abolizione del cambio ora.

Secondo gli ultimi dati raccolti da Terna, società che gestisce la rete elettrica nazionale, un’ora in più di luce al giorno ha portato a posticipare l’uso della luce elettronica. L’Italia nel 2018 ha risparmiato complessivamente 554 milioni di kilowattora. Questo significa una minore quantità di emissioni di CO2 nell’atmosfera con un risparmio economico pari a circa 116 milioni di euro.

Però, lo spostamento delle lancette non ha aspetti positivi per tutti. Nei Paesi del Nord Europa, infatti, gli effetti dell’ora legale si sono ridotti notevolmente, per via della presenza massiccia di luce solare durante la stagione estiva. In Norvegia e Svezia, ad esempio, i risparmi stimati sono rispettivamente di 16 e 30 milioni di euro, quindi meno rispetto all’Italia. Mentre, in Polonia è stato condotto uno studio che registra disturbi fisici causati dal doppio cambio orario.

Insomma, non è così facile trovare una soluzione che metta d’accordo tutta l’Europa. Per ora, l’abolizione del doppio cambio è stata rinviata al 2021, ma è stata avanzata anche l’ipotesi di lasciare i singoli Paesi membri la libertà di decidere.