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Open Data, il potenziale nascosto dell'Europa

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Secondo un rapporto presentato dalla Commissione europea l'utilizzo efficace delle informazioni sarebbe in grado di produrre un giro d'affari fino a 325 miliardi di euro

Transazioni sul mercato, lavoro, risparmio sui costi e maggiore efficienza. Sarebbero questi gli effetti immediati generati dall'utilizzo concreto degli Open Data, le informazioni raccolte e prodotte da soggetti pubblici e privati.

È quanto emerge da due studi condotti da Capgemini Consulting e presentati dalla Commissione europea in occasione del lancio dell'European Open Data Portal.

 

COSA SONO GLI OPEN DATA

Gli open data sono costituiti da informazioni accessibili a tutti, le cui eventuali restrizioni sono costituite dall'obbligo di citare la fonte o di mantenere la banca dati sempre aperta. Essi fanno riferimento alle tematiche più disparate: cartografia, genetica, composti chimici, formule matematiche e scientifiche, dati medici e di pratica, informazioni sulle bioscenze, anagrafica e dati governativi. La loro diffusione trova alcune difficoltà oggettive, per esempio le restrizioni legate alla privacy, il segreto statistico, interessi aziendali o i dati relativi alla flora e alla fauna protetta.

Un altro limite riguarda il valore commerciale degli stessi dati che, infatti, sono controllati da organizzazioni pubbliche e private che mostrano reticenza di fronte alla possibilità di diffondere il proprio patrimonio informativo. Invece, i dati prodotti dalla Pubblica Amministrazione devono essere pubblici, in quanto finanziati con i soldi dei contribuenti.

 

GIRO D'AFFARI

Secondo gli studi, condotti sui 28 Paesi dell'Ue più Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, l'utilizzo trasparente dei dati nel periodo 2016-2020 sarebbe in grado di produrre un giro d'affari pari a 325 miliardi di euro totali, 182 milioni in Italia.

Gli Open Data potrebbero far risparmiare 629 milioni di ore di attesa sulle strade dell'Ue, diminuire gli incidenti stradali, contribuire alla riduzione del consumo di energia per il 16% e generare risparmi nella Pubblica Amministrazione fino a 1,7 miliardi di euro.

 

ASSUNZIONI E PIL

Secondo uno dei due rapporti, nel 2016 potrebbero registrarsi 75mila nuove assunzioni nel privato, destinate a salire fino a 100mila entro il 2020, con una crescita del 32% nel quinquennio e del 7,3% su base annua.

La Germania sarebbe la nazione a trarne maggiore beneficio con 18mila nuovi posti di lavoro, seguita dal Regno Unito con 16mila, la Francia con 12mila e l'Italia con quasi 9 milioni di impieghi.

 

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Ovviamente la Pubblica Amministrazione sarebbe il settore maggiormente interessato dall'utilizzo efficiente degli Open Data. Infatti, il giro d'affari potrebbe portare a un valore stimato di 22,1 miliardi di euro, il doppio rispetto al settore industriale e a tutti gli altri: commercio, trasporti, immobili e servizi professionali, tutti sotto i 10 milioni di euro.

Inoltre, le ricadute sarebbero positive anche per il Prodotto interno lordo con un balzo in avanti fino allo 0,47%.

 

IL PORTALE

Per favorire lo sviluppo degli Open Data in tutti gli Stati, l'Ue ha lanciato un portale con la disponibilità di tutti i dati pubblici europei. Si tratta di un vasto database contenente oltre 240mila informazioni provenienti da 34 Paesi. I contenuti sono racchiusi in 13 categorie, dalla salute all'istruzione, dal trasporto alla scienza passando per la giustizia. Tutti i cittadini e le pubbliche amministrazioni possono consultarli e utilizzarli per qualsiasi scopo. Per esempio, si possono trovare i dati sulla criminalità a Helsinki, la mobilità del lavoro nei Paesi Bassi, le mappe forestali in Francia o l'impatto della digitalizzazione in Polonia.