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Olanda, il primo impianto fotovoltaico galleggiante al Mondo

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Il sito sorgerà nella riserva naturale di Andijk, nel Nord del Paese, e sarà in grado di catturare il 30% in più dei raggi solari rispetto a un impianto fisso a terra

L’azienda olandese Floating Solar ha messo a punto un progetto a dir poco ambizioso: la realizzazione del più grande arcipelago di pannelli solari galleggianti mai esistito. Insieme all’Olanda, altri paesi si sono già mossi alla conquista del mare (Singapore, Cina, Cile, Giappone, Corea del Sud, India, Gran Bretagna), ma mai nessuno si era spinto così oltre.

 

Partiamo subito con un po’ di numeri: l’impianto, che sorgerà sul mare della riserva naturale di Andijk, sarà composto da 15 isolotti, di 150 metri di diametro, dotati di 5 mila pannelli solari ciascuno.
Ogni isolotto verrà collegato a tre boe di ancoraggio che, tramite un cavo, faranno variare inclinazione e orientamento a seconda dell'ora del giorno: con questa tecnica, l'arcipelago ruoterà seguendo l’orientamento del sole, come una bellissima giostra sul mare.

La Floating Solar assicura che, grazie a questo espediente a dir poco rivoluzionario, l’impianto assorbirà il 30% dei raggi solari in più rispetto ai tradizionali moduli fissi a terra. Inoltre, insieme ad un secondo progetto situato a Hoofddorp, vicino ad Amsterdam, che utilizzerà pannelli solari fissi, si ruscirà a produrre energia per più di 10mila abitazioni nelle zone limitrofe.

 

NESSUN IMPATTO SULL’ECOSISTEMA

In una recente intervista al quotidiano inglese The Guardian, il direttore di Floating Solar, Arnoud Van Druten, ha spiegato che i tempi di realizzazione di per sé non sarebbero estesi, ma la peculiarità del territorio scelto - riserva naturale - ha permesso al team di ingegneri di lavorare in mare solo per pochi mesi, a causa dell’arrivo della stagione di riproduzione degli uccelli migratori.

Van Druten ha poi specificato che l’impianto avrà il minimo impatto sull’ecosistema, mantenendo inalterato l’equilibrio della flora acquatica.

 

IMPIANTO PROGETTATO PER RESISTERE ALLE CONDIZIONI CLIMATICHE AVVERSE

Non è finita qui, perché, in caso di condizioni metereologiche sfavorevoli, il sistema di monitoraggio interno all’impianto, consentirà di minimizzare se non eliminare del tutto, gli eventuali danni causati dalla rigidità del clima che spesso caratterizza l’area.

Cosa significa? Rapportandoci ad esempi concreti, se un’isola dovesse essere sottoposta a forti pressioni a causa di vento o tempeste, si orienterà automaticamente in un’altra direzione per ridurre l’impatto del vento o delle onde.

Cosa aggiungere ulteriormente? Sicuramente che il termine ultimo della prima fase dei lavori è previsto per novembre 2019; non ci resta che aspettare per conoscere, dati alla mano, i risultati di questa nuova sfida in mare aperto.