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Occupazione giovanile, dalla Germania il modello duale scuola-lavoro

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Il Ministro Poletti incontra l’omologo tedesco Nahles per un confronto su formazione, tirocini, apprendistato. In Germania investiti 2 miliardi di euro in attività di orientamento

“Andiamo nelle scuole due anni prima del diploma e forniamo agli studenti tutte le informazioni sulle prospettive di occupazione e i profili professionali”. Raimund Becker, dell’Agenzia federale tedesca per l'impiego, ha spiegato così il modello di contaminazione scuola-lavoro su cui è basato il mercato in Germania. L’occasione è stato l’Incontro organizzato a Roma da ministero del Lavoro e Isfol: una giornata dedicata al confronto dei modelli italiano e tedesco di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, tra formazione scolastica, tirocinio e apprendistato.

L’obiettivo di Berlino, come sottolineato da Becker, è quello di “accompagnare in modo pratico i giovani nel mondo del lavoro, dall'orientamento alla consulenza fino alla formazione”. Un target a cui la Germania ha destinato risorse importanti: 2 miliardi di euro per aiutare i giovani studenti a trovare la propria strada, sia accademica che professionale. Il sistema funziona: il 75% dei ragazzi tedeschi ottiene un contratto di apprendistato dopo aver concluso un tirocinio o la formazione all'interno di un'azienda.

In Germania il 60% degli alunni che termina le scuole superiori sceglie di frequentare una formazione professionale: nelle aziende (in genere artigianali, agricole, industriali o commerciali) si svolge la parte pratica, mentre quella teorica e specialistica è di competenza degli istituti professionali. 

Come funziona in Italia? “L'apprendistato è lo strumento principale che si pone tra l'istruzione scolastica e il mondo del lavoro – ha commentato Paolo Reboani, presidente di Italia Lavoro – Vogliamo seguire questa direzione, incentivando l'accesso da parte degli studenti e delle aziende. Come nel modello tedesco, dobbiamo imparare a intercettare i giovani sul web e, in maniera trasversale, sugli smartphone e i dispositivi mobili”. 

D’accordo anche il Ministro Giuliano Poletti, che ha partecipato all’incontro insieme al suo omologo tedesco Andrea Nahles. “In primis dobbiamo convincerci che l'apprendimento non è puramente scolastico – ha detto il ministro – Inoltre va portata avanti un'idea di impresa come infrastruttura sociale indispensabile, che produce valore su più piani, dalla conoscenza al saper fare, dall'economia alla trasmissione di competenze”.

 

 

Mario Luongo

 

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