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Nucleare Iran: i vantaggi legati all’export delle aziende italiane

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Secondo una indagine di Sace, nei prossimi quattro anni gli scambi commerciali tra Italia e Teheran potrebbero valere più di tre miliardi di euro. Bene le imprese della meccanica, dell’agroalimentare e del design

L’export delle aziende italiane potrebbe beneficiare, e non poco, dagli ultimi risvolti relativi all’accordo sul nucleare in Iran. Secondo un rapporto pubblicato Sace, società che fornisce prodotti assicurativi e finanziari, nei prossimi quattro anni nelle casse delle imprese nostrane potrebbero rientrare oltre tre miliardi di euro. La revoca delle sanzioni contro il governo di Teheran, annunciate lo scorso 14 luglio dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, faranno aumentare le percentuali di scambio dall’1,1% del 2014 al 2,5% del 2018.

 

GUIDI: “MERCATO POTENZIALE DI 80 MILIONI DI CONSUMATORI. PER NOI È UNA GRANDE OPPORTUNITÀ”  

Dopo l’inasprimento dei rapporti con il Paese mediorientale nel 2011, le imprese italiane dovranno, come ha sottolineato anche il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, rafforzare i legami che in questi anni non si sono mai interrotti. Lo stesso Mise punta ad organizzare per le prossime settimane una missione economica e imprenditoriale per dare nuovo slancio all’export italiano. “Questo accordo – ha evidenziato Guidi – rappresenta per noi la possibilità di riaffacciarci su un mercato che conta oggi quasi 80 milioni di potenziali consumatori. L’Italia era il primo partner economico e commerciale dell’Iran nel periodo antecedente alle sanzioni: prodotti e know how sono ancora molto apprezzati”.

 

MECCANICA STRUMENTALE, TRASPORTI E PRODOTTI ALIMENTARI I SETTORI FAVORITI

Ad avere i maggiori vantaggi saranno le imprese attive nella meccanica strumentale, che pesa per il 57,9% sull’attuale export italiano verso Teheran, e che negli ultimi 5 anni aveva visto dimezzarsi il valore annuo dei beni venduta, passando dai quasi 1,4 miliardi del 2011 ai 700 milioni di oggi. Possibilità di ripresa ci saranno però anche, secondo Sace, per i mezzi di trasporto, i prodotti agricoli e metallurgici, fortemente colpiti dalle sanzioni. In questi anni, infatti, l’Italia avrebbe potuto cumulare ben 17 miliardi di euro grazie a maggiori esportazioni.

 

BUONE PROSPETTIVE DI SVILUPPO PER IL COMPARTO DEL DESIGN E DEL LUSSO

Buone anche le prospettive per le aziende associate a Federlegno-Arredo. È sempre Sace che segnala la possibilità di aprire un nuovo tipo di mercato per questi soggetti imprenditoriali in Iran, che sta diventando sempre più sensibile alle nuove tendenze in materia di design, soprattutto da parte dell’alta elite di Teheran. Settori come quello del mobile, degli accessori, dell’illuminazione e dei materiali antisismici, oltre che delle caldai e dei rivestimenti in vetro potrebbero ottenere grandi vantaggi dalla storica decisione.

 

ATTENZIONE ALLA CONCORRENZA DI CINA, INDIA, RUSSIA E BRASILE

Tuttavia, avverte la società, “il Paese presenta una serie di rischi che le aziende italiane non devono assolutamente trascurare”. Tra questi, di sicuro c’è la competizione con concorrenti quali Cina, India, Russia e Brasile, nei confronti dei quali “bisognerà riguadagnare quote di mercato perse in questi anni e non sarà affatto facile”.

Anche Roberto Luongo, direttore dell’Ice, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle aziende italiane, dopo aver sottolineato i risvolti positivi derivanti dalla rivoluzione iraniana, ha posto l’accento sulle eventuali difficoltà derivanti dall’apertura di questo mercato. “In uno scenario mutevole e complesso – ha dichiarato – in cui Paesi strategicamente importanti per l’Italia dal punto di vista commerciale, come Grecia, Libia, Tunisia e Siria, per motivi diversi si ritrovano in condizioni difficili, si riapre una pagina in passato molto positiva per interscambi e opportunità”.