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Nonny: figli e nipoti sempre a portata di videochiamata

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Come funziona il dispositivo che ti fa chiamare chi ami, con un semplice tocco? Lo abbiamo chiesto a Michele Vaccaro, manager milanese che l'ha ideato. Sorgenia ne donerà 100 ai propri clienti

Con l’avanzare dell’età gli anziani sono sempre meno autosufficienti, e hanno sempre più bisogno di un contatto diretto con i propri affetti, figli e nipoti. Questi ultimi però, per ragioni logistiche o lavorative, non sempre hanno la possibilità di essere presenti fisicamente tutte le volte che vorrebbero. La tecnologia non sempre è in grado di dare una risposta con smartphone e tablet, troppo complicati da utilizzare, soprattutto per i più anziani e per le persone meno autosufficienti, rischiando di creare in loro un senso di frustrazione e inadeguatezza: si crea così una distanza dolorosa per gli uni e per gli altri.

Per dare una soluzione al problema, sperimentandolo sulla propria pelle, il manager milanese Michele Vaccaro ha inventato Nonny, un dispositivo che è una via di mezzo tra una cornice digitale e un tablet. Sul display, che non va mai in stand-by, gli anziani possono vedere le fotografie dei propri cari, e con un semplice tocco sull’immagine corrispondente possono avviare una videochiamata con loro. Un dispositivo che dimostra tutta la propria utilità a maggior ragione oggi, con l’emergenza Coronavirus in corso e con gli anziani bloccati in casa e ancora più isolati dal resto del mondo. Per questo motivo Sorgenia ha deciso di donare a 100 dei propri clienti un Nonny, per contribuire a combattere gli effetti dell'isolamento sociale dovuto alle giuste misure disposte dal governo per combattere il Covid-19.

Per capire più nel dettaglio cos’è e come funziona Nonny abbiamo intervistato l’inventore, Michele Vaccaro.

 Nonny, il tablet per restare in contatto con i nostri cari

Michele Vaccaro, come nasce Nonny?

È nato essenzialmente dall’esperienza e dalla necessità personale, prima con mio suocero e poi con mia mamma, che hanno progressivamente perso l’autosufficienza. L’idea ha origine dal fatto che man mano che si diventa anziani e che si sperimentano i problemi dovuti all’età, rimanere collegati alla vita dei proprio cari, di figli e nipoti, diventa sempre più importante. Per questo avere un canale di comunicazione semplice e sicuro diventa con il passare del tempo sempre più importante. Un giorno di qualche anno fa ho visto mia mamma che accarezzava le fotografie, e da lì è nata l’idea: metterle a disposizione un dispositivo che tramite il semplice tocco di una fotografia, le consentisse di comunicare con i suoi cari, in totale semplicità, senza doversi destreggiare tra applicazioni generiche, non pensate per un uso specifico da parte di persone non avvezze alla tecnologia.

 

Il problema più grande quindi è l’accessibilità?

Tutto nasce dal fatto che fino a oggi non esistevano tool di videocomunicazione pensati per le persone più senior. Esistono applicazioni semplificate, ma il concetto che sfugge è che non basta che sia semplice l’app: la difficoltà principale è l’accesso a quell’applicazione. Il solo semplice atto di accendere un tablet, di cercare l’app e di attivarla risulta spesso troppo complicato per un anziano non completamente autosufficiente. Per questo molti anziani non sono in grado di utilizzare le applicazioni di videocomunicazione normalmente presenti e utilizzate sugli smartphone in commercio.

 

L’emergenza Coronavirus non fa che amplificare questo bisogno di comunicazione…

Il Coronavirus ha probabilmente innalzato la sensibilità di tutti verso il problema della solitudine di molti anziani e dall’isolamento affettivo in cui molti di loro vivono. E mi auguro, da imprenditore e da figlio, che si tratti di un effetto permanente, di un riflettore ormai acceso sulla condizione di tante persone che vivono bloccate negli ospedali, negli ospizi, nelle case di riposo, o anche nelle loro abitazioni accudite da badanti. In questo periodo ricevo e-mail di molti figli che cercano una soluzione valida per poter continuare a vedere i propri genitori e a parlare con loro. Questo ha rafforzato la mia idea che il progettare uno strumento per uno scopo specifico sia l’unico modo per renderlo davvero efficace. In quest’ultimo periodo abbiamo ricevuto molte richieste, e se non riusciremo ad avere un approvvigionamento rapido saremo costretti a chiudere per qualche giorno l’e-commerce in attesa di riassortire lo stock.

 

Come funziona Nonny?

Nonny non è una semplice applicazione, né un semplice tablet. Nonny è un dispositivo integrato, composto da hardware e software. Non presenta complicati menù da comprendere, ma solo foto di volti cari e noti da vedere e da toccare. “Un tocco e chiami chi ami” è il pay-off con cui è stato lanciato sul mercato lo scorso ottobre. La seconda caratteristica è che non va in stand-by, non diventa mai un oggetto nero spento o che sembra tale: un malato di demenza senile o di Alzheimer non saprebbe cosa farsene. E non serve ricordare o cercare numeri e nomi: basta un tocco e parte la chiamata. Altra caratteristica fondamentale è la funzionalità di risposta automatica che può essere impostata per i contatti più stretti, come ad esempio i figli. Si può infatti programmare il dispositivo in modo che dopo un certo numero di squilli a vuoto la comunicazione venga attivata in automatico: questo rende possibile per gli anziani di utilizzare Nonny anche senza toccarlo, se non si possono alzare a causa di difficoltà motorie o cognitive.

 

Quali sono le caratteristiche di autonomia e di connettività?

Nonny può comunicare sia con altri Nonny sia con smartphone Android o iOS tramite l’app gratuita ‘Nonny client’, disponibile su Play Store o Apple Store.

Nonny può essere collegato al wifi domestico, ma visto che spesso gli anziani non hanno in casa una connessione internet, può funzionare anche con una Sim dati 4G a scelta tra quelle disponibili sul mercato. Nonny non si appoggia a servizi open-source gratuiti, ma si avvale di infrastrutture di qualità, scalabili ma soprattutto sicure e cifrate end-to-end. Per questo motivo la videochiamata ha un costo al minuto, anche se molto contenuto. Un minuto di conversazione costa circa 0,017€. La durata media delle videochiamate è di circa 5 minuti al giorno e quindi il costo di utilizzo di Nonny, in media, è di 30€ all’anno. I minuti, acquistabili sul sito, non scadono mai e vengono scalati solo quando vengono utilizzati.
L’autonomia della batteria, in condizioni normali è di circa una giornata, ma nella maggior parte dei casi viene collocato in una postazione fissa ed è sempre collegato all’alimentazione elettrica. Se fosse scollegato dalla rete elettrica, inoltre, i parenti più stretti riceverebbero due notifiche sul loro smartphone: una quando la batteria arriva al 30% e una quando è al 5%. In questo modo i figli avrebbero il tempo di intervenire direttamente o di chiamare per avvertire e fare in modo che il dispositivo possa essere messo rapidamente in carica.

 

Come avete sviluppato le funzionalità di nonny?

Mi piace sottolineare che non c’è una caratteristica di questo dispositivo che non sia nata dalla volontà di dare una risposta a un problema reale, nato dall’esperienza sul campo. Per questo abbiamo potuto contare su una cinquantina di persone che negli ultimi 3 anni si sono messe a disposizione come “beta tester”, raccontandoci le loro esperienze e dandoci suggerimenti su come migliorare il dispositivo con le loro idee e i loro feedback.