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Negozio Leggero, la spesa senza imballaggi che aiuta l’ambiente

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Il franchising è partito nel 2009 da Torino e oggi conta su 16 punti vendita, con due “avamposti” all’estero: Lugano e Parigi. Obiettivo: proporre un progetto culturale di sviluppo a impatto zero

Cambiare il modo di fare la spesa, acquistando soltanto prodotti sfusi e con vuoti a rendere, senza imballaggi; così, durante una delle attività più comuni del nostro vivere quotidiano, possiamo fare una scelta consapevole di attenzione verso l’ambiente e la sostenibilità. Attorno a questo concetto è nato nel 2009 a Torino Negozio Leggero, una catena di punti vendita in franchising di prodotti alimentari, per la casa e la persona che fanno dei temi legati all’ecologia, all’economia circolare e al ridotto impatto ambientale un proprio punto qualificante. L’obiettivo è di promuovere, con questo modello e con la scelta di evitare gli sprechi, un progetto culturale di sviluppo a impatto zero.

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A dare vita al progetto sono stati ormai più di 11 anni fa alcuni ricercatori di Ecologos, ente di ricerca ambientale impegnato sul tema della riduzione dei rifiuti; su quest’ultimo, l’ente ha dato vita a progetti in corso su scala nazionale e locale in collaborazione con amministrazioni pubbliche, con privati e con la grande distribuzione.
Sul progetto originario si è poi innestata la rete di franchising, che è gestita da Rinova, brand che riunisce un gruppo di giovani imprenditori impegnati a sviluppare sistemi e tecnologie per la riduzione dei rifiuti. Proprio dalla sinergia tra i due promotori dell’iniziativa è nato un progetto che punta sulla concretezza e sul valore aggiunto del commercio di vicinato, offrendo un servizio completo.

LA RETE DEI PUNTI VENDITA

Il battesimo di Negozio Leggero risale al 2009 con l’apertura del punto vendita di Torino, e da allora i negozi si sono moltiplicati: oltre che in Piemonte, infatti, ne sono nati diversi in tutta Italia, ad esempio a Milano e Roma nel 2012, e poi nel 2017 di nuovo a Roma e anche a Palermo. Due le presenze all’estero: a Lugano, in Svizzera, dove le saracinesche si sono alzate nel 2015, e a Parigi, in Francia, nel 2018.
I punti vendita di Negozio Leggero sono oggi in tutto 16, con l’ultima apertura a Settimo torinese che è avvenuta proprio nel 2020. Ma in prospettiva l’intenzione è di espandere ancora la rete in Italia e anche all’estero, arrivando ad esempio a toccare anche altre località a partire proprio dalla Francia. Come succede per qualsiasi franchising, i negozi sono tutti caratterizzati dallo stesso concept, dove viene privilegiata la trasparenza e un sistema espositivo pensato per razionalizzare e ottimizzare gli spazi, tanto da poter esporre oltre 1.500 prodotti anche in locali di dimensioni piccole o medie.

LA SCELTA DEI CONTENITORI

Chi decide di andare a fare la spesa in un punto vendita di Negozio Leggero è libero di portare da casa il contenitore, oppure può comprare un recipiente, che poi potrà essere utilizzato nelle spese successive. I contenitori in vendita sono principalmente in vetro e di diverse dimensioni, perché non ci sono quantità predefinite o “minime” per i prodotti sfusi: ognuno può decidere di quanto ha bisogno, che si tratti di detersivi o di generi alimentari, e pagare per quello che prende: questo contribuisce a ridurre in maniera significativa gli sprechi e gli scarti.

Quanto ai prodotti cosmetici e ad alcuni generi alimentari Negozio Leggero utilizza i vuoti a rendere: quindi si portano a casa i prodotti nel loro contenitore, che poi sarà restituito per essere igienizzato e rientrare in circolazione. Le scelte sui cosmetici proposti da Negozio Leggero seguono il principio del “plastic free” e non contengono parabeni, EDTA, siliconi, oli minerali e derivati animali.

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LA “CONSULENZA” PER I CLIENTI

Ad assistere i clienti nel loro percorso in negozio ci sono commessi che sono in grado di spiegare le origini dei prodotti in vendita, e di dare ogni informazione utile, ad esempio nel campo dei generi alimentari, per la preparazione e la conservazione. Per ottenere questo risultato chi lavora nei punti vendita ha seguito un corso di formazione specifico proprio sui prodotti, oltre che sull’ambiente e sullo sviluppo sostenibile, in modo da poter rispondere e anche “informare” i clienti. Attraverso questo genere di interazione inoltre è possibile dare un nuovo valore al concetto di commercio di vicinato, che ha vissuto momenti di grandi difficoltà negli ultimi anni e che è stato riscoperto da molti durante il lockdown imposto dall’emergenza Covid-19. Per consentire ai negozi di proporsi come punti di riferimento culturale nei quartieri in cui operano inoltre, al loro interno vengono regolarmente organizzati workshop, corsi serali, presentazioni di libri.

QUANTO SI RISPARMIA CON LA VENDITA ALLA SPINA?

Uno dei risparmi più importanti che derivano dall’acquisto di prodotti sfusi è, sicuramente, in termini di “ingombri” e di inquinamento derivato dallo smaltimento del packaging. Ma non sono da sottovalutare il risparmio economico – si acquista a peso – la riduzione degli sprechi e la cura per la qualità dei prodotti derivante anche dal controllo di filiera. La somma di tutti questi elementi rende competitivo il prodotto sfuso rispetto a quello confezionato, con risparmi che possono variare in media dal 30 al 70%. “L’assenza di packaging, e quindi di pubblicità, l’acquisto diretto dai produttori e la creazione di prodotti di marchio – spiegano da Negozio Leggero - permette di contenere notevolmente i costi offrendo una qualità mediamente più alta del prodotto del supermercato nella stessa fascia di prezzo”. Tutto questo azzerando gli scarti alimentari e i costi ambientali che derivano dall’acquisto di prodotti confezionati, quei costi del fine vita e dello smaltimento che difficilmente vengono considerati quando si fanno valutazioni sul prezzo dei prodotti. Così una famiglia di 4 persone che fa la spesa abitualmente al Negozio Leggero, secondo i dati dell’azienda, arriva a risparmiare in un anno oltre 200 kg di rifiuti. 

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Considerando infine soltanto la mancata produzione di imballaggi per i vini e i detersivi, nei punti vendita di Negozio Leggero si risparmiano in un anno 104.290 kWh di energia, 34 tonnellate di CO2 non emessa in atmosfera e oltre 9,8 milioni di litri di acqua che non sono stati utilizzati per la produzione e lo smaltimento del packaging in eccesso.

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I buoni spesa di negozio leggero fanno parte dei premi in palio di Greeners, il programma fedeltà pensato per premiare i clienti Sorgenia.