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Moda sostenibile, la bottega 2.0 di Ecologina

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Energie Sensibili vi racconta la storia dell'artigianato italiano che dà valore allo scarto industriale per realizzare i capi d'abbigliamento

Realizzare abiti di qualità con materiali di scarto riciclati. È la nuova sfida della moda sostenibile lanciata da Giada Gaia Cicala, l'ideatrice di Ecologina, la piccola impresa con sede a Rovereto (Trento) che produce capi d'abbigliamento puntando a salvaguardare l'ambiente.

 

BRAND FEMMINILE

Si tratta di un vero e proprio brand di moda femminile upcycle, che punta a riciclare gli scarti delle grandi imprese tessili. Tali materiali sono nuovi e di qualità, rimanenze messe in un angolo dalle industrie per questioni di metraggio e che vengono riutilizzati da Ecologina. Con un lavoro artigianale di grande precisione il laboratorio imprenditoriale produce circa 140 capi all'anno, pezzi unici a edizione limitata.

 

LE COLLEZIONI

“Abbiamo due collezioni, primavera-estate e autunno-inverno – racconta Giada Gaia Cicala a Energie Sensibili –. Di un abito posso sviluppare diversi modelli con colori e tessuti diversi. Inoltre, una piccola parte della produzione è costituita dal riciclo di altri vestiti non utilizzati ma di qualità. In questo modo posso dare libertà alla mia creatività”.

 

DALLO SPRECO AL RICICLO

Ecologina è attiva dal 2010 ma il suo percorso prende spunto da numerose esperienze di formazione in Italia e all'estero, partendo da una grande passione: “Ho sempre amato la moda. Dopo aver fatto la scuola professionale ho lasciato Milano per andare a Urbino e fare l'università. Ho pensato al mio progetto facendo il lavoro di tesi sulla moda sostenibile ma la vera svolta è arrivata durante un periodo di tirocinio a Londra. Nel Regno Unito ho capito che in questo settore ci sono tanti sprechi e che dietro a tanti abiti così belli c'è anche un notevole sfruttamento dei lavoratori. Questa esperienza è stata la molla per lanciare la mia attività”.

 

IL LABORATORIO

Inizialmente Gaia si affidava al supporto di piccoli laboratori artigiani e di alcune sarte che collaboravano alla realizzazione dei vestiti. Nell'ultimo periodo ha deciso di cambiare il proprio modo di fare impresa in seguito a un corso di formazione per startup.

“Ho capito quale è la mia dimensione – conclude Gaia -.  Sono arrivata alla conclusione che la situazione ideale era l'apertura di un laboratorio con vendita diretta di pezzi unici all'interno di uno spazio dove ci sono anche altri artigiani”.

 

IL TARGET

Il target di riferimento sono le donne sopra i 35 anni e fino ai 60. Si tratta di persone con una certa sensibilità verso il mondo dell'artigianato, attente all'esclusività e al design. Il lavoro di Ecologina è diverso rispetto a quello degli stilisti tradizionali, che partono da un'idea per disegnare l'abito mentre Giada dà sfogo a tutta la sua creatività soltanto una volta che ha tutto il materiale da riciclare tra le mani dando vita a una vera e propria bottega 2.0 a misura del cliente.