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Meno consumi in città, il risparmio energetico si fa nei condomini

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Per migliorare l’efficienza energetica degli edifici nelle grandi città arriva una proposta a costo zero. Cittadinanzattiva: “Ma servono più interventi strutturali”

Il risparmio energetico passa soprattutto per il settore dell’edilizia. In periodo di crisi tagliare i consumi è diventata una delle prerogative delle famiglie italiane. Se si parla di quelli energetici, questa esigenza va a braccetto anche con quella della tutela dell’ambiente. Ma, nonostante a livello nazionale siano stati risparmiati nel 2011 ben 57.595 GWh/anno, secondo una indagine dell’Enea, andando ben oltre le stime definite dal Piano di azione per l’efficienza energetica del 2007, ancora molto deve essere fatto per migliorare le performance dei consumi soprattutto delle abitazioni delle grandi città

 

“C’è bisogno di interventi strutturali ancora più incisivi – dichiara ad Energie Sensibili Patrizia Toto, responsabile Energia e Ambiente di Cittadinanzattiva - . Dal 2007 a oggi sono stati fatte varie misure, l’ultima delle quali riguarda le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, che consentono fino al 30 giungo 2013 di usufruire della detrazione del 55% sulla dichiarazione dei redditi per interventi di efficientamento energetico degli edifici. Noi, chiamati a tutelare i consumatori, chiediamo che anche dopo questa data venga mantenuta questa percentuale e che non si abbassi e che venga fatta più informazione presso tutte le famiglie per cambiare i loro comportamenti, oltre che le condizioni della propria abitazione”.

 

Una proposta anticrisi per risolvere il problema nelle grandi città arriva da Legambiente: si tratta di un nuovo sistema di incentivi per la riqualificazione energetica delle case nei condomini, che permetterebbe di effettuare interventi di efficiantamento praticamente a costo zero. Secondo gli ambientalisti gli inquilini andrebbero così a risparmiare tra gli 800 e i 1300 euro all’anno. 

 

Nel programma dell’associazione del Cigno Verde, queste operazioni sarebbero affidate in parte alle Energy Service Company, chiamate anche Esco, cioè società impegnate a incrementare il risparmio energetico, investendo in proprio e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento, e in parte alle imprese di costruzione

 

L’attenzione dell’associazione ambientalista si è focalizzata soprattutto sugli edifici condominiali: qui vivono circa 24 milioni di cittadini in Italia e secondo recenti indagini condotti da Istat e Cresme sono più di un milione gli edifici con più di cinque alloggi in cui vi è una gestione condominiale. In queste situazioni spesso le speranze di ridurre la bolletta energetica sono pochissime, visto che gli strumenti normativi in vigore risultano inefficaci. L’ultimo sistema di incentivi introdotto, e cioè il conto energia termico,  finanziato attraverso le bollette del gas, prevede interventi per i soli edifici pubblici e non è basato sul risparmio ottenuto bensì sul costo dell’intervento.

 

L’efficacia del progetto di Legambiente è stata dimostrata da una simulazione condotta su case condominiali a Milano, Roma e Bari: il rientro medio attraverso gli incentivi varia dal 31% al 36%, a cui si aggiunge il vantaggio legato al meccanismo di funzionamento delle Esco. Gli inquilini gioverebbero di un benefit in bolletta pari al 50% entro un periodo massimo di 11 anni per una cifra compresa tra gli 800 e i 1300 euro all’anno. L’idea di Legambiente piace anche all’associazione dei consumatori, dato che, secondo Patrizia Toto, “la proposta va in una direzione positiva”.