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Manifattura e Retail i settori più influenzati dall’Internet of Things

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Secondo un report del Guardian, sono 5 i comparti produttivi più interessati dal nuovo trend. Anche moda, servizi professionali e medicina fanno parte della rivoluzione della Rete

L’Internet delle Cose è il futuro di startup e piccole e medie imprese. La creatività e l’innovazione legate alla produzione di oggetti sempre connessi alla rete, dal settore bio-medico a quello commerciale, sono infatti senza dubbio gli ingredienti del successo delle realtà imprenditoriali che intendono crescere e aumentare la propria competitività, anche a livello internazionale. Ne è convinto il Guardian: il famoso quotidiano britannico ha dedicato a questa nuova tendenza uno speciale in cui ha indagato i trend dell’IoT.

La rivoluzione, secondo gli inglesi, è già in atto. Attraverso il web un numero sempre maggiore di oggetti intelligenti sono connessi per semplificare la realtà, invadendo tutte le sfere del quotidiano. Si pensi, ad esempio, al termostato che indica quante persone ci sono in una casa o alla bottiglia di vino dotata di un termometro interno che segnala la temperatura ottimale della bevanda. Insomma, investire in questo settore conviene, e sono già molte le realtà che stanno approfittando delle possibilità aperte dall’IoT. Ecco i comparti produttivi dove la nuova tendenza si è già imposta.

 

Per approfondire: Internet of Things, entro il 2019 il mercato più grande del mondo

 

MANIFATTURA

Secondo dati relativi al 2014 e pubblicati dal centro di ricerca sulle tecnologie Gartner, è la manifattura il settore in cui l’Internet delle Cose è più sviluppato. Addirittura è in fase di costruzione, sempre in Gran Bretagna, “Factory 2050”, un centro di eccellenza che sorgerà a Sheffield sulla manifattura, collegato all’Università locale per realizzare macchine e robot che potranno aumentare, attraverso l’Internet delle Cose, l’efficienza della produzione industriale, riducendo al minimo non solo i costi ma anche i rischi legati alla sicurezza.

 

RETAIL

Anche la vendita a dettaglio è uno dei settori più fertili per la rivoluzione targata IoT. Tra i cambiamenti più importanti, secondo il Guardian, ci potrebbe essere quello legato alla stampa di etichette intelligenti, attraverso cui verranno fatti gli acquisti degli oggetti più diversi. Come? Facendo passare il tagliando attraverso uno scanner all’uscita dal negozio, dove avverrà la consegna. Tutto ciò che verrà introdotto nel proprio carrello verrà registrato e detratto dalla carta di credito collegata per uno shopping a portata di click.

 

MODA

Gli stilisti amano sperimentare ed essere all’avanguardia, per cui non potevano non intraprendere anche questa strada. Ad oggi sono già molte le app che permettono di mostrare vestiti e accessori che possano informare l’utente e guidarlo negli acquisti. SAP addirittura prevede che l’Internet of Things genererà utili per 329 miliardi di dollari entro il 2018. La tendenza che più sta si sta affermando al omento è quella del cosiddetto me-tailing e si riferisce all’abilità dei retailer di raccogliere dati in tempo reale sui propri clienti da diverse fonti, stabilendo connessioni con loro e creando un’offerta personalizzata a seconda delle loro preferenze.

 

SERVIZI PROFESSIONALI E MEDICINA

Il campo della medicina è una dei più impegnati a portare avanti ricerche e studi attraverso l’innovazione. Si pensi per esempio a tutta la vasta gamma di oggetti indossabili, come bracciali, anelli e persino calzini, che servono per misurare la pressione sanguigna o i livelli di glucosio nel sangue se connessi tramite Bluetooth a qualsiasi tipo di smartphone. A tal punto che l’NHS, il programma per la sicurezza nazionale britannico, ha individuato una serie di aziende che hanno sviluppato queste tecnologie nell’ambito dell’assistenza sanitaria per inserirle in un programma, chiamato “Test Bed”, che aiuterà a comprendere i benefici legati alla commistione di cura del paziente e IoT.

 

E IN ITALIA?

Il nostro Paese non sta a guardare, forte di un mercato IoT in continua crescita e anche dei riflettori puntati su Expo 2015, con una grande attenzione sul ruolo svolto dalle opportunità offerte dalla rete nella filiera agroalimentare. Secondo Assinform già oggi ci sono più di 80 milioni di oggetti connessi in Italia, e gli effetti che questo avrà nel medio periodo saranno dirompenti.