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Lombardia: stop a biogas da materie prime alimentari

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La decisione, contenuta nel nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, è stata ufficializzata dall’Assessore Fava: “No a finanziamenti a questi stabilimenti”

Non più materie prime alimentari per la produzione di biogas. La notizia arriva direttamente dall’Assessore all’Agricoltura della Lombardia che ha spiegato la nuova direzione che la Regione intende intraprendere per quel che riguarda le agroenergie. “Credo sia ingiusto il principio per il quale vengano finanziati con risorse pubbliche impianti che vanno a incidere drasticamente sul ciclo alimentare”, ha dichiarato Gianna Fava, intervenendo nel corso di un convegno dal titolo “Biogas in Lombardia, numeri e impatti”.

 

La decisione di eliminare possibili speculazioni in agricoltura con conseguenti distorsioni di mercato è uno degli elementi più importanti del nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. Utilizzare matrici diverse rispetto a quelle alimentari per ottenere biogas è possibile. Il problema, come sottolinea Fava, non riguarda soltanto l’aspetto ambientale della faccenda, ma anche e soprattutto “la competizione che si è creata per il valore di affitto dei terreni agricoli, a tutto vantaggio dei produttori e dei gestori degli impianti contro i produttori agricoli. Cifre che si attestano tra i 1500 e i 2000 euro all’ettaro per affitti che l’agricoltore non potrebbe sostenere, stante la difficoltà a remunerare la produzione stessa”.

 

L’idea della giunta regionale è quella, pertanto, di mantenere i finanziamenti per la realizzazione degli impianti, ma a condizione che non vadano a incidere sul ciclo agrozootecnico della Lombardia, che rappresenta una eccellenza genetica in questo settore.  Questa regione è prima in Italia per stabilimenti di questo tipo: nel 2011, secondo il Gse, ce ne erano ben 319. “Impiegare erba medica nei digestori – ha concluso Fava -, un fenomeno che ha coinvolto per fortuna solo qualche operatore, rischia di far impennare ulteriormente il prezzo di un prodotto di qualità, ma destinato ai bovini. Evitiamo di distoglierlo da questa sua naturale funzione alimentare”.