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Le 10 scelte di Lucio Corsi

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Tenete d’occhio questo toscano doc dal taglio di capelli un po’ particolare. È uscito il suo primo album e a breve lo vedrete in giro molto spesso

Lucio Corsi è uno degli ultimi nomi spuntati fuori dall’ambiente dell’indie italiano. Viene dalla Maremma, è poco più che ventenne. Si definisce un cantautore visionario “con una buona dose di cocomeri, dinosauri, farfalle e sigarette per la testa”. A breve lo vedrete sui palchi di tutta Italia ad aprire i live di Baustelle e Brunori Sas.

È appena uscito il suo primo disco solista “Bestiario animale”, che giura di aver composto in una settimana. Otto tracce, o meglio filastrocche, che cantano di altrettanti animali che ha osservato dalla sua casa in campagna, dalla civetta alla lepre, dall’upupa al cinghiale.

Il giovanissimo Lucio Corsi sta iniziando ora il lungo cammino del cantautorato, ma quali sono state le scelte fatte in questi 20 anni di vita che lo hanno spinto ad imbracciare la chitarra? Lo abbiamo chiesto proprio a lui.

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Scegli un momento della tua infanzia a cui sei particolarmente legato.

Il ricordo più bello è sicuramente quando da piccolo andavo con i miei a fare dei viaggi con un dune buggy. Era molto divertente e delle volte con un sidecar. Ma il momento più bello è stato quando iniziai a suonare, era un bel periodo, passavo ore e ore sulle note delle canzoni. Non avevo una band e suonavo a casa tutto il giorno.

 

E adesso scegli il momento della tua vita in cui hai capito che avresti fatto il musicista.

Quando da bambino vidi il film dei Blues Brothers. Avrò avuto sette anni. La prima volta me lo fece vedere mio padre. L’ho rivisto talmente tante volte da consumarlo. E proprio con loro mi entrò in testa l’idea di fare il cantante.

Poi quando ascoltai per caso “Start Me Up” dei Rolling Stones, fu uno shock! Lì decisi che avrei suonato la chitarra.

 

Scegli le figure più importanti per la tua vita e la tua professione.

Sicuramente la mia famiglia ed alcuni amici fidati. Sono le persone più importanti da cui sono certo di poter avere i giusti consigli e pareri.

 

Incontri Doc sulla DeLorean, hai l'occasione di viaggiare nel tempo. Scegli un artista con cui ti piacerebbe suonare.

Mi piacerebbe suonare con Piero Ciampi. O con Tupac (rapper americano, ndr).  O ancora più indietro nel tempo, la lira con Nerone che si chiamava Lucio pure lui.

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Scegli tre album che porteresti con te su un'isola deserta.

Su un isola deserta mi salverei, musicalmente parlando, portandomi dietro “The Rise and Fall of

Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” di David Bowie, “Appunti di Viaggio” di Paolo Conte e “John Lennon/The Plastic Ono Band”, con questi starei bene.

Comunque cercherei di portarmi dietro anche un pianoforte, perché avrei voglia di suonare, magari “Onda su Onda” di Bruno Lauzi. “Il naufragio mi ha dato la felicità che tu, tu non mi dai…”.

 

Scegli l'album preferito della tua discografia e spiegaci il motivo.

Della mia discografia, ovvero degli album che ho fatto finora? Beh, non ho molta scelta “Bestiario Musicale”, perché è il mio primo vero album, le cose precedenti erano degli ep.

 

Scegli la canzone che avresti voluto scrivere tu.

“Alle Prese con Una Verde Milonga” di Paolo Conte, oppure “Un Gelato al Limon”. Sì, amo Paolo Conte.

 

Scegli cosa ami e cosa odi della tua professione.

Credo mi piaccia tutto di questa professione, non mi pesa nulla, ho scelto di fare questo e ne sono felice. La cosa che trovo più affascinante è lo spostarsi di città in città durante i tour. Mi piace molto viaggiare per i concerti, anche da solo.

 

Scegli il messaggio nella bottiglia di vetro da lanciare nell'oceano.

 

Adesso scegli tu anche la domanda: messaggio libero a chi sta leggendo questa intervista.

Ti prego suggeriscimi qualcosa da scrivere come messaggio nella bottiglia di vetro della domanda precedente, è un casino, non ne ho idea!