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Le 10 scelte di Cristina D’Avena

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Da David Guetta a Vasco Rossi, passando per Jovanotti. Questa la musica che ascolta la voce dei cartoni animati con cui tutti siamo cresciuti

La carriera di Cristina D’Avena è nata “per caso”, come racconta lei stessa. Aveva 3 anni, quando allo Zecchino d’oro cantava “Il valzer del moscerino”. Tredici anni dopo, incise la sua prima sigla dei cartoni: Bambino Pinocchio. Da lì è diventata la voce che da oltre 35 anni ha accompagnato i nostri pomeriggi. “Da Kiss Me Licia” a “i Puffi” sono tutte le sigle di cartoni animati che abbiamo visto e che le ricordiamo con la sua voce.

Ma quali sono le scelte di Cristina D’Avena che la fanno diventare la voce più amata dai bambini (e non solo)? lo abbiamo chiesto proprio a lei.

 

1. Scegli un momento della tua infanzia a cui sei particolarmente legata.

Non scorderò sicuramente il provino che feci a 16 anni. Mi chiamarono perché erano alla ricerca di una voce femminile per interpretare la sigla di un cartone animato. Io non dovevo diventare una cantante, ma da lì è iniziato tutto, quasi per caso, e per caso è diventato tutto meraviglioso.

 

2. Adesso scegli il momento della tua vita in cui hai capito che avresti fatto la cantante.

Quando ho iniziato a cantare le sigle all’inizio era solo un hobby e non mi rendevo neanche conto di quello che stavo facendo. Ho iniziato per caso, dopo un po’ ho realizzato che quello che stavo facendo mi piaceva. Il pubblico mi amava e io amavo il mio pubblico, che mi dava tanta energia, tanta forza e tanta vitalità. Da lì ho capito che avrei sicuramente continuato.

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3. Scegli le figure più importanti per la tua vita e la tua professione.

In prima posizione metto la mia famiglia, che con molta umiltà mi è stata molto vicina. Anche mia sorella Clarissa che lavora con me, ed è fantastico. Loro non mi hanno mai ostacolata in niente, mi hanno sempre sostenuta in maniera discreta e mi hanno fatto procedere verso la mia stella.

Devo molto anche ad Alessandra Valeri Manera, che ha iniziato con me questo percorso, scrivendo tutte le mie sigle. Un’altra figura importantissima è Mariele Ventre (direttrice del coro dell’Antoniano, ndr), che mi è stata molto vicina e ha saputo sempre darmi i giusti consigli. Una persona importantissima che è stata sempre di supporto alla mia crescita sia fisica, perché ho iniziato a 3 anni, ma anche professionale.

 

4. Incontri Doc sulla DeLorean, hai l'occasione di viaggiare nel tempo. Scegli un artista con cui ti piacerebbe suonare.

La mia voce ha accompagnato varie generazioni e ho scoperto che il mio pubblico è molto variegato, vengono i bambini accompagnati dai genitori e dai nonni. Proprio per questo motivo ho deciso di dedicare un momento acustico in cui canto le canzoni dei miei colleghi che amo. Ogni volta l’emozione è sempre più forte quando canto le canzoni di Jovanotti e Vasco Rossi. A Vasco mi piacerebbe fare ascoltare la mia versione di “Alba chiara”.

 

5. Scegli tre album che porteresti con te su un'isola deserta.

Se dovessi finire su un’isola deserta non potrei non portare i dischi di Jovanotti e Vasco Rossi, di cui, se non si fosse capito, sono una loro fan sfegatata. Anche i dischi dei Coldaplay, che mi fanno impazzire, e di Enja, che non potrebbe mancare perché amo la musica celtica. E, siccome adoro ballare, dovrei portarmi assolutamente qualche disco di David Guetta.

 

6. Scegli le sigle che hai cantato a cui sei particolarmente legata.

Ce ne sono tantissime a cui sono legata, ma se dovessi fare una top five, metterei al primo posto “Kiss me Licia”. A seguire la “Canzone dei Puffi”, “Bambino Pinocchio” che è stata la mia prima sigla in assoluto, ma anche la sigla di “Sailor Moon”, che è stato uno dei cartoni animati che mi sono piaciuti di più. Poi nella mia lista inserirei anche “Occhi di gatto” che è la canzone che canto a tutti i miei live e che il pubblico mi chiede spesso.

 

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7. Scegli la canzone che avresti voluto scrivere tu.

Una canzone che avrei sicuramente voluto scrivere è “A te” di Jovanotti.

 

8. Scegli cosa ami e cosa odi della tua professione.

Amo il rapporto che ho con il mio pubblico e amo l’adrenalina che mi trasmette. Amo anche viaggiare, girare per le varie tappe dei miei tour. Ma ripeto, amo il rapporto che istauro con le persone e con le culture che incontro, perché non mi piace stare da sola quindi sono sempre alla ricerca del contatto umano con le persone. L’aspetto che non mi piace è quello di non avere la privacy, mi manca non avere un angolo, a parte casa, che sia solo mio. È una cosa che credo manchi a tutte le persone che fanno spettacolo.

 

9. Scegli il messaggio nella bottiglia di vetro da lanciare nell’oceano.

Credete nei vostri sogni e non abbattetevi mai. La vita è la cosa più bella che ci è stata data.

 

10. Cristina, toglici una curiosità: quante sigle hai scelto di cantare?

In 35 anni di carriera ne ho cantate quasi 750. 

 

 

Immagine di copertina di Niccolò Caranti. Alcuni diritti riservati.