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Lavoro, i profili più cercati tra hi-tech e comunicazone

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Qual è il tasso di occupazione in ambito It? Quali le figure più impiegate e richieste? Che tipo di retribuzione hanno le diverse figure professionali? Lo spiega un sondaggio effettuato dalla società di recruiting Michael Page

Come si è sviluppato il settore It in Italia negli ultimi anni? Ma soprattutto, quali sono le caratteristiche che in questo momento lo definiscono meglio? La società Michael Page, tra le più importanti a livello internazionale nella settore del recruiting in ambiti come Finanza, Banca, Digital & New Media, ha pubblicato uno studio sull'It in Italia, partendo da un sondaggio effettuato sui lavoratori del settore e consegnando un'istantanea di molti aspetti lavorativi.

OCCUPAZIONE E OCCUPATI

In primis, va sottolineato che il settore ha avuto una crescita nel tasso di occupazione fino al 93.2%, con una predominanza di impieghi in progetti trasversali che costituiscono il 32,8% sul totale. Le altre attività di rilievo in ambito It che attraggono il maggior numero di impiegati sono i software (tra progettazione, sviluppo e implementazione contano il 21,3% degli occupati intervistati) le infrastrutture (il 13,3%) e i progetti ERP (Pianificazioni delle Risorse di Impresa attraverso un sistema informativo di gestione, che contano il 13,1% degli intervistati).

Sul campione del sondaggio, ben 3 su 4 professionisti gestiscono un team, soprattutto quelli impiegati nel settore “software” che sono quasi il 60%.

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MOTIVAZIONE AL LAVORO

Criticità e fattori positivi caratterizzano la vita lavorativa nel settore It: ben il 96,8% degli intervistati considera il  riconoscimento sul lavoro un valore importante, ma la percentuale si abbassa al 32,4% se consideriamo chi effettivamente crede di avere questo tipo di gratificazione. La retribuzione è la seconda voce sulla soddisfazione lavorativa, con  il 54,2% degli impiegati che si ritiene soddisfatto dello stipendio: più della metà di loro guadagna tra i 35mila e i 55mila euro all'anno, mentre il restante 43,2% di chi lavora in progetti trasversali supera questa soglia.

D'altro canto ci sono anche fattori che scoraggiano: l'ambiente stressante, caratterizzato da dead line stringenti e ritmi pressanti, è accusato dal 62,5%, mentre il 64,8% ritiene che le posizioni siano troppo statiche, sottolineando che 2 su 3 professionisti nell'ambito It lavorano nella stessa azienda da più di 4 anni. Tirando le somme però quasi il 53% dei dipendenti si dichiara ancora motivato e quasi  il 75% prevede evoluzioni positive per il mercato. 

PERCHE' CAMBIARE LAVORO?

I miglioramenti previsti o ipotizzati in altri contesti lavorativi fanno gola al 77,1% dei dipendenti che si sposterebbe in un'altra regione a seconda di fattori come lo stipendio, una definizione più chiara del ruolo da rivestire e delle responsabilità di cui farsi carico, e in base alle possibilità di una carriera dal percorso più sicuro. L'executive manager della società Angela Battaglia ha spiegato che gli intervistati sono maggiormente spinti verso una formazione costante soprattutto nel settore delle nuove tecnologie; in particolare sono il 95% degli uomini e l'84% delle donne a volere continue opportunità nel saper affrontare nuove sfide da parte del loro datore di lavoro.

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I CANDIDATI IDEALI

A proposito di formazione, il report di Michael Page sottolinea che il 33% del campione si è fermato al diploma di scuola media superiore. Questo da un lato sottolinea l'importanza che riveste una formazione continua sul posto di lavoro, ma dall'altro evidenzia la necessità di trovare attualmente figure professionali altamente specializzate, con una formazione accademica o magari integrata da un master. Altra chiave di accesso ad un mercato del lavoro dinamico e in continuo mutamento è la flessibilità che permette di occupare nuovi posti in azienda.