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La salute? Vasi comunicanti legati dalla tecnologia

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Protagonista delle colazioni digitali di Sorgenia il 4 giugno sarà Ilaria Capua, virologa e direttrice dell’One Health Center Of Excellence dell’Università della Florida

Il modo più corretto per rappresentare la salute è l’immagine di un sistema di vasi comunicanti, in cui i quattro elementi - aria, acqua, fuoco e terra - sono collegati tra loro e hanno bisogno di rimanere in equilibrio. Un equilibrio che deve vedere l’uomo convivere “virtuosamente” con il contesto in cui è immerso, che comprende l’ambiente, le piante e gli animali. Per consentire questa coesistenza senza alterarne le caratteristiche più importanti, le tecnologie possono essere un alleato fondamentale dell’uomo; e qui entrano in gioco i big data e la possibilità di analizzarli grazie a capacità di calcolo sempre più potenti.
Proprio su questo si basa l’idea di “salute circolare” lanciata in un suo recente libro da Ilaria Capua, virologa italiana che oggi dirige l’One Health Center Of Excellence dell’Università della Florida, e che il 4 giugno sarà la protagonista dell’appuntamento diColazioni Digitali”, la serie di incontri nati dalla collaborazione tra Sorgenia e Corriere Innovazione, condotti da Massimo Sideri, editorialista del Corriere della Sera e responsabile editoriale della pubblicazione. 

L’evento verrà trasmesso in streaming online alle 10 sul sito e sulla pagina Facebook del Corriere della Sera.

L'IDEA DI SALUTE CIRCOLARE

“Salute circolare. Una rivoluzione necessaria” è il libro pubblicato nel 2019 da Ilaria Capua per l’editore Egea, e propone l’idea dell’innovazione responsabile come ricetta per rigenerare un equilibrio - ormai visibilmente scricchiolante - tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda; tra gli ingredienti principali di questa “ricetta” vi è la ricerca scientifica che, per fare nuovi passi in avanti, dovrà essere sempre più multidisciplinare e aperta alle contaminazioni tra i saperi. Una sorta di inno alla interdisciplinarietà, che può trovare terreno fertile per crescere proprio grazie all’utilizzo dei big data e delle opportunità che la loro analisi può aprire. È il principio di collaborazione che può essere per semplicità riassunto nella logica dell’open source che tanto si sta diffondendo a partire dagli ambienti tecnologici.

L’occasione sarà ovviamente utile per fare il punto sull’evoluzione dell’emergenza Covid-19 in Italia e nel mondo, e sugli scenari che si stanno aprendo per l’umanità in questo periodo di convivenza con il virus, tra lockdown e ripartenza, distanziamento sociale e pesanti conseguenze sanitarie ed economiche su scala internazionale.
Proprio rispetto alla pandemia Ilaria Capua ha aderito all’iniziativa lanciata da un gruppo di big tech per aiutare il mondo dell’istruzione, #LaScuolaContinua, con l’obiettivo di sensibilizzare e aiutare le scuole nella didattica a distanza durante il lockdown.

ILARIA CAPUA: CHI È

Il percorso nel mondo della scienza di Ilaria Capua inizia nel 1989, quando si è laureata in veterinaria all’ateneo di Perugia, per poi proseguire negli studi e specializzarsi due anni dopo a Pisa, dove continuerà con un dottorato di ricerca in cui si occuperà di igiene e sanità animale. Da quel momento inizierà a dirigere una serie di gruppi di ricerca, in Italia e fuori dai confini nazionali, focalizzati sulla trasmissione delle patologie che possono passare dagli animali all’uomo e trasformarsi in epidemie.

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Questo suo impegno le è valso una serie di prestigiosi riconoscimenti internazionali, tanto da essere inserita dalla pubblicazione scientifica statunitense Seed, nel 2008, nella classifica delle 50 individualità più innovative nel campo della virologia. Una nomination motivata dall’impegno di Ilaria Capua per l’innovazione nel mondo della ricerca sui virus influenzali, dove era stata tra i principali ambasciatori dell’approccio collaborativo tra scienziati organizzato su piattaforme condivise. Soltanto tre anni dopo, nel 2011, si aggiudicherà anche il più importante premio del mondo della ricerca veterinaria, il Penn Vet leadership award, che quell’anno fu per la prima volta assegnato a una donna, e anche in questo caso a essere premiato fu il suo impegno nel campo dell’innovazione.
L’attività di Ilaria Capua prosegue oggi in Florida, dove dirige il “One Health Center of Excellence”, che ha l’obiettivo di mettere a punto strategie e proposte che abbiano come fine la promozione della salute dell’uomo, degli animali, delle piante e dell’ambiente grazie ai big data e alle possibilità aperte dall’intelligenza artificiale.