Sorgenia
cerca
Accedi accedi

La lunga strada dell’energia rinnovabile

  1. Home
  2. Life
  3. La lunga strada dell’energia rinnovabile

Secondo il rapporto Banco Mondiale-Iea oltre un miliardo di persone ne sono prive. All’India la maglia nera per deficit di accesso alla rete elettrica

Sono quasi un miliardo e duecentomila le persone in tutto il mondo che vivono al buio perché prive di energia elettrica. Sembra strano ma è così: ben quattro volte il numero dei cittadini degli Stati Uniti d’America non dispone di case e strade illuminate  e non solo. È questo il risultato dell’ultimo rapporto diffuso dalla Banca Mondiale e dalla Iea, l’Agenzia internazionale dell’Energia, stilato in collaborazione con altre 13 associazioni: lo studio dimostra quanto sia ancora lungo il percorso dell’energia rinnovabile in molte parti del Pianeta.

 Il 17% della popolazione, infatti, risulta essere senza elettricità e il 41%, cioè quasi 3 milioni di persone, deve fare a meno di combustibili liquidi per cucinare e riscaldarsi. Si è ancora lontani, dunque, dal raggiungimento degli obiettivi fissati dal programma della Sustainable energy for all delle Nazioni Unite, secondo il quale, entro il 2030, dovrebbe essere consentito l’accesso di tutti a questi servizi, il raddoppiamento della quota delle fonti rinnovabili rispetto ai livelli del 1990 e quello del tasso di riduzione per l’intensità energetica. Mancano però gli investimenti per far si che questi progetti diventino realtà, per un totale di 600 miliardi di dollari all’anno, la metà dei quali da impiegare in interventi di efficienza.

I progressi sono stati lenti. Negli ultimi 20 anni solo 1,6 miliardi di persone hanno potuto rinunciare ai combustibili solidi per il riscaldamento e altri usi domestici, mentre le rinnovabili sono arrivate a  coprire il 18% dei consumi energetici finali, trattandosi per più della metà di biomasse. La crescita della popolazione mondiale ha comunque diluito l’impatto di questi cambiamenti. Il risultato però non cambia: nello studio si parla addirittura di “povertà energetica”, che resta molto diffusa, così come lo sono le fonti fossili, il cui uso continua a essere prevalente rispetto a quelle alternative.

Va all’India la maglia nera per deficit di accesso alla rete elettrica. Secondo la Banca Mondiale e la Iea 306 milioni di abitanti vivevano senza luce corrente nel 2010, contro gli 82 della Nigeria e i 66 del Bangladesh. Sempre l’India è anche la prima nazione per numero di persone dipendenti da combustibili solidi tradizionali per la vita domestica, seguita dalla Cina, che invece detiene il primato per domanda di energia primaria, davanti a Stati Uniti e Russia.