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L’uomo che vi sposa al Polo Nord

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Dalla passione per l’Islanda a un’idea per una startup singolare: organizzare matrimoni sull’Isola. A colloquio con il founder Edoardo Cicchinelli

Prendi la passione sconfinata con l’Islanda, aggiungi la volontà di dare un contributo al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali, condisci con amore per la sostenibilità e tanta inventiva e voglia di fare. Hai ottenuto “Mi sposo al Polo!”, startup nata da un’idea particolare: organizzare matrimoni nell’Isola. “Non è proprio Polo, ma quasi” chiarisce subito il founder Edoardo Cicchinelli, con il quale abbiamo scambiato due chiacchiere.

 

Edoardo, come funziona un matrimonio al Polo Nord?

In Islanda si organizzano matrimoni per coppie etero o dello stesso sesso. Si tratta di matrimoni civili, che poi vengono trascritti in Italia e hanno piena validità anche nel nostro Pese. La cosa particolare sono sicuramente le location, veri e propri paradisi naturali.

 

Quali quelle più particolari?

Praticamente ogni angolo dell’Isola è sorprendente, soprattutto per chi proviene da una metropoli. L’Islanda è un gigantesco deserto, nel senso che in oltre 100mila chilometri quadrati abitano poco più di 300mila persone, concentrati per lo più nei paesini lungo la costa. Tutto il resto del territorio è disabitato e quindi la natura la fa padrona, tra cascate, geyser e coste incantevoli. E poi c’è la possibilità di vedere l’aurora boreale, un’esperienza veramente unica. I matrimoni possono svolgersi in piccole comunità locali oppure all’aperto, negli spazi sconfinati. In quel caso bisogna anche fare i conti con l’imprevedibilità del tempo ed avere sempre un piano b.

 

 

A proposito del tempo, non si muore di freddo?

Alle persone che decidono di organizzare il proprio matrimonio con noi dico sempre di portare il costume da bagno. Non è uno scherzo. L’isola ha un’attività geotermica pazzesca, tra geyser, fumarole e sorgenti d’acqua bollente. Gli islandesi le usano come piscine all’aperto. Quindi, nonostante le temperature che possono essere basse, una delle cose più belle al mondo è farsi un bagno caldo all’aperto, magari sotto una tempesta di neve. E poi c’è la corrente del golfo, che mitiga parecchio il clima. Si sta bene, insomma.

 

Quali sono gli aspetti della cultura islandese che hai imparato ad amare, nel corso dell’attività di Mi sposo al Polo?

Per restare sul clima, io adoro il fatto che d’estate si possa godere di tantissime ore di luce. Come noto, la bella stagione è caratterizzata dal fatto che il sole quasi non va mai via del tutto ed è sempre emozionante il cosiddetto “tramonto a mezzanotte”. Certo, gli effetti sul sonno si fanno sentire, ma ne vale la pena. E poi è un’isola senza criminalità, senza inquinamento, senza traffico. E con una cucina buonissima, vera, genuina. Pensate che gli animali si allevano ancora allo stato brado, come si faceva da noi tanto tempo fa.

 

 

Chi si sposa al Polo Nord?

Inizialmente abbiamo lavorato molto con coppie dello stesso sesso, che poi trascrivevano il proprio matrimonio al comune, se questo lo permetteva. Dopo la legge sulle unioni civili lavoriamo principalmente con due tipi di coppie. Ci sono i giovanissimi un po’ spaventati dal festone familiare, che colgono l’occasione per un festeggiamento più intimo. E poi persone un po’ più avanti con l’età, tra i 50 e 60 anni, che magari provengono da anni di convivenza o hanno altri matrimoni alle spalle.

 

 

Scegli un aneddoto: raccontaci il matrimonio che ti è rimasto più impresso fra quelli che hai organizzato.

Nel 2015 si è sposata in Islanda una coppia omosessuale di Torino. Sono state le prime donne ad avere riconosciuta la stepchild adoption (l’adozione del figlio del partner, anche da parte del partner dello stesso sesso, ndr). Quello è stato un bel momento, che ha significato molto non solo per la storia di Mi sposo al Polo!, ma soprattutto per quella, ben più importante, delle lotte sui diritti civili. E poi non posso scordare una coppia che ha perso il bagaglio durante il volo, con i vestiti della cerimonia dentro. E quindi si sono sposati vestiti da contadini islandesi. Uno spasso. Approfitto per un piccolo consiglio: portare sempre l’abito da sposa o da sposa nel bagaglio a mano! (ride, ndr).

 

Quali sono le difficoltà per chi organizza un matrimonio in Islanda?

Da un punto di vista della burocrazia è tutto ben organizzato. Non ci sono grossi problemi. La logistica è un po’ difficoltosa, soprattutto quando organizziamo i matrimoni all’aperto, in posti lontani dai centri abitati. A parte questo, in Islanda va tutto liscio, zero problemi. In Italia, invece, abbiamo riscontrato in passato qualche difficoltà con la trascrizione, dovuto al caos burocratico che ormai purtroppo contraddistingue il nostro Paese, ma alla fine abbiamo sempre risolto tutto.

 

 

Quando avete cominciato e quanti siete nel team?

Nel team siamo due fondatori, uno in Italia e uno in Islanda, più un gruppo di collaboratori storici. Diciamo che nell’organizzazione di matrimonio lavorano in media circa 5 persone. Ho cominciato questa attivitànel 2015, l’anno in cui mi sono sposato. Indovinate dove?

 

In Islanda.

Esatto, era facile però (ride, ndr). Ho sperimentato come il matrimonio lì non solo fosse possibile, ma anche facile e divertente. Abbiamo cominciato come agenzia matrimoniale e poi abbiamo allargato la nostra offerta. Adesso lavoriamo in collaborazione con l'agenzia autorizzata Hidden World Travel, fondata da italiani trapiantati in Islanda: se gli sposi vogliono, organizziamo l’intero viaggio di nozze, rispondendo a tutte le loro esigenze e a quelle dei loro ospiti.
 

Quali sono le prossime evoluzioni di Mi sposo al Polo?
La Grecia! Stiamo muovendoci per organizzare matrimoni anche nelle isole greche. Entro il prossimo anno contiamo di poter offrire questa meta alternativa.

 

Foto di Giuseppe Paduano