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L’Italia è fragile: seimila Comuni a rischio idrogeologico

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Il 10% del territorio nazionale e quasi sei milioni di persone corrono pericoli legati al dissesto del suolo. I dati del Corpo Forestale dello Stato

Quasi sei milioni di italiani, residenti in 6600 Comuni sparsi da Nord a Sud della Penisola, si trovano a vivere in condizione di elevato rischio idrogeologico. A poche ore dall’alluvione in Sardegna e a cinquant’anni dalla tragedia del Vajont, si torna a parlare della fragilità dell’Italia e dei pericoli legati al dissesto del suolo. I dati, poco confortanti, arrivano dal Corpo Forestale dello Stato e risultano simili a quelli già divulgati da Legambiente qualche mese fa: il 10 per cento della superficie nazionale potrebbe subire danni a causa delle criticità idrogeologiche.

 

Per la Forestale, soprattutto negli ultimi dieci anni c’è stato un incremento straordinario di centri a rischio, con maggiore incidenza nelle zone meridionali e con un numero limitato di abitanti. Tra le cause ci sono di sicuro attività dell’uomo, come abbandono, degrado e cementificazione selvaggia, oltre a consumo del suolo, abusivismo, disboscamento ed incendi. Ma ciò che manca è una “seria manutenzione ordinaria che è sempre più affidata ad interventi urgenti, spesso emergenziali, e non ad una organica politica di prevenzione”.

 

È la Calabria la regione con il numero più alto di Comuni in pericolo. Seguono il Molise, la Basilicata, l’Umbria e la Valle d’Aosta con il 100% di centri esposti a rischio idrogeologico. Chiudono la classifica la Lombardia, con il 60%, e il Veneto, che fa registrare solo il 56%. “In un contesto in cui i cambiamenti climatici aumentano la frequenza di fenomeni meteorologici estremi e pericolosi, la gestione irrazionale del territorio genera conseguenze disastrose – si legge nella denuncia del Corpo Forestale -. La salvaguardia della destinazione agricola dei suoli e la conservazione della vocazione naturalistica limitano il rischio di dissesti idrogeologici e forniscono un importante contributo alla tutela del nostro paesaggio”.