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L’efficienza energetica per salvare il clima

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Alla Farnesina la conferenza “Energia e clima: sinergie al servizio della sostenibilità”. Tra le azioni proposte dall’Iea per ridurre il riscaldamento globale anche lo stop all’utilizzo di centrali a carbone

l’International energy agency ha presentato a Roma le proposte per diminuire la temperatura media globale di 2 gradi centigradi nel lungo termine. Lo ha fatto nel corso della conferenza “Energia e clima: sinergie al servizio della sostenibilità” tenutasi al Ministero degli Esteri, durante la quale sono stati illustrati i risultati del World energy outlook special report ‘Redrawing the energy-climate Map’, già resi noti precedentemente.

 

Secondo l’ente europeo, è necessario intraprendere una forte azione prima del 2020: le emissioni di gas serra continuano infatti ad aumentare, ma non tutto è perduto. L’obiettivo dei due gradi centigradi rimane “tecnicamente raggiungibile pur essendo molto difficile”. Come? Grazie a politiche di incentivazione di interventi di efficienza energetica. “È un appello al fare, una sveglia ai governi nazionali e alle organizzazioni internazionali, dobbiamo lavorare insieme, cominciare a farlo senza aspettare al 2020”, ha sottolineato Lapo Pistelli, direttore esecutivo dell’agenzia comunitaria.

 

Così, dall’introduzione di interventi a favore dell’efficienza potrebbe derivare il 49% del risparmio di gas serra. Tra questi, ci sono la promozione di standard di prestazione energetica nei settori residenziale e terziario per l’illuminazione, nuovi dispositivi elettrici e impianti di riscaldamento e condizionamento, per i motori elettrici nell’industria e per i veicoli stradali nei trasporti. In alcuni Paesi dell’Unione europea queste misure sono già state avviate ma devono essere rafforzate. Il costo stimato a livello mondiale è un investimento iniziale di 200 miliardi di dollari entro il 2020, ma è una somma che verrebbe ammortizzata in fretta attraverso i risparmi sulla bolletta energetica.

 

Contribuirebbe per il 21% all’abbattimento delle emissioni di gas serra lo stop alla costruzione e all’uso delle centrali di generazione a carbone: è questa la seconda misura proposta dall’Iea per contenere l’inquinamento atmosferico a livello locale. Non da meno è quella riguardante la riduzione delle emissioni di metano durante la produzione di petrolio e gas naturale, che potrebbe incidere per il 18% al taglio della quantità di anidride carbonica nell’aria. Infine, l’eliminazione dei sussidi al consumo di fonti fossili contribuirebbe al raggiungimento degli obiettivi comunitari per il 12%.

 

“Queste azioni sono già state adottate e provate in diversi paesi – hanno concluso dall’Iea -; una loro adozione diffusa non comprometterebbe la crescita economica in nessun paese o regione. Far proprie queste politiche da subito significherebbe guadagnare tempo prezioso mentre le negoziazioni internazionali sul clima proseguono“, concludono dall’Iea.