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L’arte a portata di app

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Si chiama Smartify e sa riconoscere al volo l’opera d’arte che ha davanti, per poi svelarne dettagli e retroscena

 

I suoi creatori l’hanno definita lo “Shazam dell’arte”  perché, come la celebre app che riconosce i brani musicali da poche note, così Smartify è in grado descriverci dettagliatamente l’opera d’arte che stiamo guardando, inquadrandone anche solo un particolare.

Non avremo quindi più bisogno di piegarci a leggere le minuscole etichette dei quadri nei musei o di ascoltare le pedanti dimostrazioni di conoscenza da parte di qualche compagno di viaggio secchione.

Smartify è inoltre capace di riconoscere  un’opera anche attraverso una sua riproduzione, sia su carta che su schermo. Potremo quindi pavoneggiarci con gli amici riconoscendo l’opera anche se utilizzata come sfondo di un manifesto o di una locandina.

Provate per esempio a scansionare con Smartify le opere riprodotte in questo articolo e potrete toccare con mano come funziona.

 

UN AUTENTICO DETECTIVE DELL’ARTE

L’azienda londinese che ha realizzato Smartify non ha voluto spiegare esattamente come funziona la sua app. Tuttavia Anna Lowe, cofondatrice di Smartify , ha dichiarato che l’algoritmo che hanno sviluppato tratta l’immagine artistica come un’impronta digitale e la riconosce confrontandola con il proprio database, contenente migliaia e migliaia di scansioni di opere.

L’unico limite di quest’applicazione è proprio il suo database, limitato al momento solo alle opere dei musei che vi hanno aderito. Se l’opera non è nel database, Smartify non la riconosce.

 

 

30 MUSEI SCANSIONATI, MA È SOLO L’INIZIO

Al momento, parliamo di circa 30 musei aderenti, tutti di grande prestigio e di levatura internazionale, tra cui il Louvre di Parigi, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Rijksmuseum di Amsterdam e naturalmente la National Gallery di Londra. In Italia l’unico istituto coinvolto è per ora il Monte dei Paschi di Siena che ha messo a disposizione una corposa sezione delle opere d’arte in suo possesso.

Il team di Smartify punta ovviamente ad estendere costantemente il proprio database, offrendo servizi utili ai musei aderenti. Per esempio, tenendo conto delle statistiche sulle opere maggiormente inquadrate.  “L’obiettivo finale – ci fanno capire da Londra - è in un certo senso quello di ‘mappare’ l’intero patrimonio artistico del mondo, un po’ come già s’è fatto per le strade”.

 

 

UN'APP PER IMPARARE AD AMARE L’ARTE

Una volta che Smartify ha riconosciuto l’opera, fornisce nono solo informazioni tecniche ma anche aneddoti curiosi e materiali multimediali, come interviste agli artisti contemporanei.

“Il nostro obbiettivo – spiega Anna Lowe – è quello di fare in modo che la tecnologia spinga le persone a visitare maggiormente i musei e ad approfondire l’arte in maniera più personale”. Anche per questo Smartify tiene una cronologia delle opere inquadrate e crea un profilo utente con le nostre opere preferite.