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Jobs Act: online piattaforma per imprese e lavoratori

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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha lanciato un sito internet dedicato alla riforma del mercato del lavoro in Italia. Aggiornamenti e multimedialità tra le peculiarità

Il Jobs Act ha introdotto numerose novità all’interno del mercato del lavoro italiano, dalla scomparsa dei Co.co.pro alle modifiche riguardanti la Cassa integrazione. Per aiutare datori e lavoratori a comprendere al meglio le norme ed evitare l’insorgere di dubbi in una materia così complicata e intricata, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha lanciato una piattaforma ah hoc, già disponibile online.

 

“L’ITALIA CAMBIA LAVORO”, TRA AGGIORNAMENTI E MULTIMEDIALITÀ

L’Italia cambia il lavoro” è il claim scelto per aprire la homepage del sito, che informa tutti i soggetti coinvolti sulle principali novità normative riguardanti i quattro decreti del Jobs Act già operativi e altri quattro ancora all’esame delle Camere per il parere previsto prima della loro approvazione definitiva. Tutele crescenti, politiche attive, maternità, flessibilità, tutela del lavoro e semplificazione: questi i punti focali della riforma disponibili anche sulla piattaforma.

Spazio anche alle ultime news, con l’aggiornamento dei testi approvati e modificati, e alla multimedialità, con i video presentati dal Ministero in occasione dell’Esposizione universale di Milano. Si tratta di uno strumento essenziale per il mondo del lavoro e delle imprese per orientarsi in una materia delicata e ricca di dettagli. Soprattutto se si considera il fatto che, secondo un’indagine condotta da Micheal Page, società di ricerca e selezione di personale specializzato nel middle e top management, il 32,3% dei manager italiani non conosce il contenuto della nuova legge sul lavoro.


ADDIO AI CONTRATTI A PROGETTO A PARTIRE DAL 2016

Dopo l’approvazione lo scorso 20 febbraio del Jobs Act, a marzo è cominciato gradualmente il nuovo corso del sistema del lavoro italiano, con sostanziali novità a livello contrattuale e di licenziamento.

In attesa del via libera ai restanti decreti attuativi, sono legge dal 25 giugno il riordino delle forme contrattuali e le nuove norme per la conciliazione di lavoro e vita privata, con la speranza da parte del Governo, che i contratti a tempo determinato diventino la principale forma di occupazione nel nostro Paese. A partire, dunque, dal primo gennaio 2016 ci sarà il definitivo superamento dei contratti di collaborazione a progetto e dell’associazione in partecipazione, che andranno equiparati al lavoro subordinato nei casi in cui le attuali collaborazioni fossero “esclusivamente personali”, continuative e che vedono l'organizzazione diretta del tempo e dei luoghi di lavoro.

 

Per approfondire: Jobs Act, ecco le novità più importanti per lavoratori e imprese

 

Sono escluse dalla riforma “le collaborazioni per le quali gli accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo”, e le “le collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali”.