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Internet of Things, boom dell’innovazione ma non in Italia

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Il mercato degli oggetti intelligenti e sostenibili è pronto a generare un notevole giro d'affari. Per l'Italia, però, le previsioni non sono ottimistiche a causa della bassa diffusione della banda larga

Il mondo dell'Internet of Things (IoT) è destinato raggiungere un giro d'affari di 155 miliardi di euro entro il 2025, con una crescita annua e costante del 14%. Sono le previsioni contenute nel rapporto Idate, che analizza l'andamento globale sul mercato degli oggetti connessi tra di loro e alla rete.

 

OGGETTI INTELLIGENTI

Smart cars, M2M, grids, cities e toys rappresentano i principali settori di sviluppo per l'IoT, che include diversi comparti e aree di mercato caratterizzate da un notevole potenziale di crescita. Il rapporto prevede che gli oggetti utilizzati nell'Internet of Things saliranno dai 42 miliardi del 2015 ai 155 miliardi del 2025. Si tratta di tutti quegli strumenti e applicazioni che permettono agli oggetti stessi oggetti di avere un impatto rilevante nella vita quotidiana.

Frigoriferi, macchinari per l’irrigazione, meccanismi di sorveglianza, monitoraggio industriale ed energetico, sono tutti campi nei quali c'è un'altissima diffusione di innovazione intelligente e sostenibile.

 

QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

C’è addirittura chi parla di quarta rivoluzione industriale, soprattutto per quel che riguarda il comparto delle automobili. Per esempio, potranno relazionarsi autonomamente, riconoscere il traffico e i semafori. Ma si pensi anche al ferro da stiro, all'aspirapolvere, al forno o alla lavastoviglie, che saranno tutti programmate per consentire un notevole risparmio energetico.

 

I LIMITI DELL'ITALIA

Per completare il processo innovativo è necessario raggiungere un certo livello di alfabetizzazione informatica, agevolato dal ricambio demografico con le nuove generazioni sempre più legate all'elettronica e ai sistemi touch.

Un altro nodo cruciale riguarda la banda larga. Infatti, la diffusione efficace dell'Iot passa attraverso un sistema di reti e infrastrutture adeguate. Proprio su questo tema ecco che emergono le lacune dell'Italia. Il nostro Paese sembra essere abbastanza indietro e incapace di cogliere le opportunità di rilancio economico di questo settore, tanto che l'aumento del Pil sarà inferiore all'1%. Numeri assai negativi se confrontati con le stime che danno gli Stati Uniti al +2%, la Germania al +1,7% e la Gran Bretagna al +1,8%.

 

ORIZZONTE 2020

Per raggiungere la competitività in questo comparto sono necessari gli investimenti da parte delle istituzioni. La Commissione europea ha pertanto deciso di mettere sul piatto 16 miliardi di euro nella ricerca e nell'innovazione per i prossimi due anni. Il piano rientra all'interno del programma Orizzonto 2020.

Le nuove opportunità di finanziamento contribuiranno a rilanciare l'occupazione e a favorire il Digital single market.

Il programma sosterrà una serie di iniziative trasversali: l'ammodernamento dell'industria manifatturiera europea, le tecnologie e le norme per la guida automatica, 139 milioni per l'Internet of Things a sostegno delle industrie nell'Ue, economia circolare, città intelligenti, integrazione delle reti ambientali, digitali, dei trasporti e dell'energia.